Islanda: i Casinò Acquatici Sono la Nuova Frontiera

Islanda: i Casinò Acquatici Sono la Nuova Frontiera

04 mar 2013 | 02:21 Editor: Giovanni Angioni

Un piccolo escamotage per aggirare una legislazione molto chiara cerca di rilanciare il turismo Islandese.

Qualcuno lo chiama il paese “più femminista del pianeta”.  Per qualcun altro, è solo uno degli ultimi baluardi di un bigottismo che difficilmente potremmo immaginare in vigore a casa nostra.

Fatto sta, comunque, che in qualsiasi modo la si guardi - l’Islanda continua a far parlare di sé per alcune (incredibili) decisioni destinate a cambiare la vita pubblica e privata dei suoi cittadini.

Prima era stato il turno del  Primo Ministro Johanna Sigurdardottir e della sua decisione di sorprendere il mondo quando,  nel marzo del 2010, fece di tutto per far mettere nero su bianco e subito approvare una legge destinata a cancellare gli strip club dalla faccia dell’isoletta ad un tiro di schioppo dalla Groenlandia.

Lotto senza quartiere

Poi, nemmeno 20 giorni fa, era stata la scelta di dichiarare l’apertura di una battaglia senza quartiere nei confronti del mondo della Rete a luci rosse condotta con la proposta di un bando totale del porno online da applicarsi a chiunque acceda ad Internet dalla terra di Bjork e Sigur Rós.

Ora, nemmeno a farla apposta, è arrivato il momento del gioco. Che però, riporta l’Islanda sulle pagine della cronaca internazionale facendola per farla diventare un concreto esempio (negativo) della fallacità di alcune politiche inutilmente repressive.

Come ti evito il divieto di giocare

Ben sapendo come la passione di moltissimi cittadini islandesi per il gioco non sia certo stata cancellata dalla legge in vigore – che proibisce il gioco d’azzardo in toto, senza sé e senza ma – e conoscendo allo stesso tempo l’importanza che il settore del gioco può ricoprire nella creazione di un’offerta turistica competitiva, alcune società attive in Islanda hanno deciso di “ribellarsi” alle politiche restrittive del governo nazionale …usando la testa.

Secondo quanto dichiarato dalla Iceland Excursions – una società con sede a Reykjavik specializzata nell’organizzazione di tour ed attività nell’isola – entro il 2014 l’Islanda potrebbe infatti  attaccare il divieto aprendo una serie di “casinò galleggianti” all’interno di speciali navi da crociera ancorate al largo dell’Islanda stessa.

Con una capacità che potrebbe toccare le 2.000 unità – cifra non trascurabile per una nazione che conta in tutto poco più di 320mila abitanti – le navi diventerebbero una vera e propria attrattiva turistica e commerciale, visto che i piani degli investitori prevedono di affiancare le sale da gioco con veri e propri centri commerciali che beneficerebbero di un particolarissimo regime fiscale proprio a causa della loro “insolita” posizione.

L’iniziativa, che secondo la Iceland Excursion è destinata a diventare uno dei capisaldi dell’offerta turistica islandese, dovrebbe essere attiva da marzo a settembre e dovrebbe impiegare una vera e propria “flotta” composta da sei navi differenti.

Ci sono tuttavia anche molte controversie relative ai casinò in acqua come il caso di giocatori saltati in acqua per sfuggire ai creditori o peggio ancora nel tentativo di togliersi la vita dopo una brutta perdita.

Il Caso del Gabler saltato in mare...

Un giocatore d'azzardo cinese, che aveva perso circa 120.000 dollari di Hong Kong (poco più di 10.000 sterline, l'equivalente di poco meno di 12.000 euro) su una nave casinò, ha cercato di scappare dagli 'squali' tuffandosi nelle acque del Victoria Habrour. Direte: come si scappa da uno squalo se ci si getta in acqua? Perché non stiamo parlando di quel genere di animali, bensì di persone che avevano finanziato il gambler.

Le navi casinò riescono a bypassare le severe leggi di Hong Kong sul gioco d'azzardo, navigando in acque internazionali prima di aprire i tavoli di rouletteblackjack, poker e quant'altro. Una delle rotte più battute è quella che va da Lei Yue Mun e Kwun Tong; la sera di mercoledì 13 marzo, un trentatreenne cinese che è stato identificato come il signor Lu, ha perso il denaro che gli era stato prestato.

Una fuga disperata

Preso dal panico, ha tentato una fuga disperata. Secondo alcune fonti, Lu si è spogliato fino a rimanere in mutande, si è messo un giubbotto di salvataggio ed è saltato dalla finestra della sua cabina, al terzo piano della nave casinò, finendo nel mare (che di questi tempi, e a quell'ora tarda, non è certo tiepido).

Purtroppo le sue speranze di fuga si sono scontrate con la presenza di alcuni passeggeri a bordo, che hanno notato l'incidente e hanno immediatamente allertato le forze dell'ordine. Poco dopo, Lu è stato prelevato da una nave di passaggio, prima di essere portato alla stazione della polizia navale e quindi al Pamela Youde Nethersole Eastern Hospital.

Le navi casinò di Hong Kong continuano ad essere fonte di preoccupazione per le forze dell'ordine di questa regione amministrata dalla Cina, ben consapevoli dei problemi sociali legati all'industria del gioco d'azzardo. Nell'occasione è stata evitata quella che avrebbe potuto essere una tragedia, ma altre volte le cose non sono finite in maniera positiva.

Nel 2010, per esempio, tale signor Xu, 51 anni, si è gettato dalla Genting Hong Kong Star Cruises SuperStar Aquarius dopo aver perso 5 milioni di dollari di Hong Kong (circa 642.000 dollari) ai tavoli del baccarat. L'uomo non è sopravvissuto alla caduta dal 13° piano e il suo corpo è stato recuperato in acqua, ormai privo di vita, un'ora dopo.

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