Superstizioni e gioco, binomio indissolubile!

Superstizioni e gioco, binomio indissolubile!

24 apr 2014 | 04:18 Editor: Federica Zacchi

Partiamo da una certezza quasi matematica: non esiste un giocatore d’azzardo che non sia superstizioso.

Ci sarebbe da scrivere un trattato pensando a tutte le forme di superstizione che, sin dall’antichità, hanno attraversato la vita degli uomini in ogni suo aspetto e, naturalmente, anche nel gioco.  

Ogni giocatore ha un portafortuna da portare sempre con sè e mette in atto dei veri e propri riti scaramantici e comportamenti “studiati”, pensati, provati e riprovati, prima di tentare la fortuna in un Casinò, di fronte a una slot machine, una roulette o con in mano delle carte.

Una delle credenze più diffuse tra gli appassionati dell’azzardo consiste nel pensare che, gettando una cosa a terra – meglio se una caramella – prima di entrare in un Casinò, si allontani la sfortuna; o, anche, si presta massima attenzione, nel momento clou del gioco, a non incrociare le gambe così come a non mettere un piede sulla sedia del giocatore accanto.

Ognuno ha le sue manie

E ancora, ognuno ha le sue fissazioni: meglio giocare in piedi o seduti? Muoversi o stare immobili? Fissare la roulette mentre la pallina gira, distogliere lo sguardo o cercare la massima concentrazione con “pensieri particolari” che possano portare la pallina a fermarsi sul numero giusto? Non esistono regole fisse naturalmente: tutto va bene – purché non si trasformi in ossessione – a seconda della “sensibilità scaramantica” di ogni singolo giocatore.

La leggenda del bottone d'oro

Anche le leggende si sprecano.  Famosa è la cosiddetta “leggenda del bottone d’oro” che vide protagonista un giocatore habituè del Casinò di Montecarlo, sir Frederick Johnston, che perse un bottone d'oro della sua giacca; il croupier quella sera lo raccolse e lo mise sul rosso, la chance che Johnston giocava sempre. Il risultato fu che il signorotto inglese – all’inizio incredulo – accumulò una vincita stratosferica poiché il rosso si era ripetuto diverse volte.

Segni zodiacali

C’è poi chi nasce più fortunato di altri, in base all’astrologia. Ad esempio, si dice che chi è nato sotto il segno dei Pesci e del Sagittario sia più portato per il gioco e, soprattutto, per la vincita, mentre i segni dei Gemelli e della Vergine sono quelli che possono sfruttare il gioco d'azzardo non solo come giocatori ma anche come organizzatori e dunque trovare lavoro in quell'ambiente; infine, si dice che chi appartiene astrologicamente al Leone e allo Scorpione sia tra coloro che corrono i rischi maggiori verso qualche forma di dipendenza da gioco.

Spazio all'inconscio

Chiudiamo con una citazione di Marie Luise von Franz, nientemeno che una delle più grandi psicanaliste della storia, prima allieva poi collaboratrice di Jung:

"Parte del divertimento consiste in questo gioco con la sincronicità, con il proprio inconscio, con i propri umori; altrimenti il gioco non sarebbe altrettanto interessante".

Scopri perchè si dice "toccare ferro"

A differenza di molti altri gesti porta fortuna che sono propri di una specifica cultura quello del "toccare ferro" è noto ed utilizzato in moltissimi paesi e culture diverse.

Che sia dovuto alle sue origini oppure alla popolarità del gesto incluso in libri e soprattutto in tempi più recenti in molti film?

Una cosa è certa, all'interno di un casinò terrestre di persone intente a "toccare ferro" ne vedrete tante, proprio perchè il cosiddetto "malocchio" è sempre dietro l'angolo. Ma andiamo a scoprire di più su questo simpatico gesto scaramantico.

Le Origini del Gesto

toccare ferro2Le spiegazioni plausibili sulle origini del gesto e della sua valenza scaramantica sono molteplici.

Secondo una scuola di pensiero il "ferro" era un modo in cui anticamente si indicava la spada. Era chiaro quindi che si trattasse di un gesto di chi si preparava a difendersi strenuamente da un pericolo esterno. All’origine di questa credenza ci sono diverse caratteristiche del ferro: è stato uno dei primi metalli lavorati dell’uomo e viene estratto dalle viscere della terra, di cui è considerato figlio. La sua durezza lo rende uno scudo ideale contro il pericolo.

Per altri il gesto scaramantico del “toccare ferro” che tutti noi ancora oggi facciamo è da far risalire al “ferro di cavallo". In questo caso si va molto indietro nel tempo, addirittura al tempo dei antichi egizi, che lo consideravano un portafortuna per la sua somiglianza alla mezzaluna.

I cinesi vedevano e vedono nel ferro di cavallo la somiglianza al serpente sacro, Nagendra: per questo lo considerano un oggetto fortunato.

Da tenere in considerazione anche una probabile origine militare, risalente ai tempi dell’antica Roma: nell'esercito, infatti, le truppe marciavano a piedi mentre solo gli ufficiali andavano a cavallo. Capitava così che qualcuno ogni tanto perdesse il ferro di uno zoccolo: trovarli era diventato un gioco per le truppe. Chi ne trovava di più era il soldato vincitore della sfida, e quindi il più fortunato.

Un’altra tradizione narra che quando i cavalieri a cavallo perdevano un ferro ed erano costretti a fermarsi, i poveri contadini dell’epoca li aiutavano, ricevendo in cambio qualche moneta. Da qui, la credenza che un ferro di cavallo trovato per strada e poi appeso sulla porta di casa porti fortuna.

La legenda di Saint Dustan

Una delle storie più conosciute sull’origine del ferro di cavallo come portafortuna viene dall’Inghilterra ed è la cosiddetta leggenda di Saint Dunstan, un fabbro che divenne poi arcivescovo di Canterbury nell'anno 959. Si narra che il diavolo chiese al santo di ferrare il suo cavallo. Nel compiere questa operazione, Dunstan inchiodò un ferro nello zoccolo del diavolo. Il dolore fu così forte che il diavolo stesso supplicò di essere liberato. Il santo accettò solo dopo la promessa da parte del diavolo di non entrare mai più in una casa protetta da un ferro di cavallo sulla porta. E così fu.

Infine, ricordiamo che in inglese si dice toccare legno "knocking on wood"; l´espressione deriva da credenze pagane relative alla presenza di spiriti negli alberi. Bussare sul legno serviva per cercare la protezione dello spirito in questione.

Come avete visto, le leggende e le tradizioni sono molteplici e hanno reso, fino ai giorni nostri, il gesto del “toccare ferro” come uno dei più universalmente utilizzati come portafortuna.

Toccare ferro, insomma, sembra proprio mettere d’accordo tutte le persone superstiziose del mondo.

 

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