Casinò italiani, come vengono pagate (e tassate) le vincite

Casinò italiani, come vengono pagate (e tassate) le vincite

03 ott 2014 | 10:05 Editor: Ana Dimitrijevic

Forse non tutti sanno che ormai le vincite al casinò - a partire da un certo importo - non vengono più pagate in contanti. Così si possono dimostrare i redditi esenti dalle tasse.

C'era una volta, nell'immaginario collettivo, il classico fortunato di turno che entrava al casinò con una manciata di lire (pace all'anima loro!) e ne usciva con una valigetta piena di banconote di grosso taglio. Be', scene del genere ormai non se ne vedono più, nei quattro casinò italiani. Il motivo? È presto detto.

Ormai, tutti i casinò italiani pagano le vincite superiori a 999,99 euro attraverso l'emissione di un assegno o di un bonifico bancario. Questo perché da un paio d'anni è entrata in vigore la legge che vieta pagamenti in contanti superiori a 1.000 euro; tale norma, voluta dall'allora governo Monti per contrastare l'evasione fiscale e, seppure in minore misura, il riciclaggio di denaro.

Non solo consumatori, ma anche casinò

Chiaramente questa nuova legge si rivolge non solo al consumatore, che dunque quando effettua un acquisto non può più pagare in contanti superata una certa soglia, ma anche e soprattutto al tipico frequentatore del casinò e alla sala da gioco stessa: il primo non può più cambiare chip utilizzando i contanti sopra i 1.000 euro (d'altro canto, anche questo è un 'acquisto'); il secondo non può più erogare in contanti vincite sopra i 1.000 euro.

Una norma che all'inizio ha creato qualche difficoltà, soprattutto per quanto riguarda la logistica. Per fare un esempio, in tutti i casinò italiani si svolgono regolarmente tornei di poker il cui buy-in a volte supera i 1.000 euro: i player erano abituati a pagare in contanti, ora non possono più e devono dunque effettuare un bonifico o pagare tramite un assegno, dimostrando di essere in regola al momento dello shuffle up and deal.

Più facile dimostrare le vincite

vincite al casinoQuesta norma può aver creato qualche grattacapo, può essere stata difficile da digerire per i più abitudinari, ma sicuramente ha avuto anche i suoi contraccolpi positivi. Per esempio, ora è più semplice dimostrare le vincite ottenute al casinò, dal momento che l'assegno o il bonifico lasciano una traccia tangibile.

Il discorso è molto utile, perché le vincite al casinò vengono tassate alla fonte: ciò che resta al vincitore rimane tutto nelle sue tasche, sarà la sala da gioco a prendersi cura di versare le imposte dovute all'Erario. Prima poteva capitare che il Fisco chiedesse lumi su movimenti di denaro sospetti, che magari non erano altro che grosse vincite difficilmente dimostrabili: adesso è sufficiente indicare il bonifico o l'assegno e non si rischia più nulla.

Vittorio Ravà, presidente di Federgioco, recentemente ha voluto sottolineare come i contribuenti siano in questo modo maggiormente tutelati: qualora dovesse dimostrare la provenienza di un reddito fiscalmente esente (come appunto le vincite in un casinò), avrebbe ormai gioco facile.

Vincite all'estero e vincite in casa

Una delle questioni più controverse riguarda la vincita di premi in denaro di grosse proporzioni avvenuta sul suolo straniero. L'Unione Europea ha in realtà ripreso l'Italia proprio per la mancanza di opportuni controlli a riguardo.

Mentre infatti non è necessario dichiarare la vittoria presso un casinò italiano in quanto la vincita è già soggetta alle tasse, un discorso diverso si profila per le somme vinte all'estero che dovrebbero essere immediatamente aggiunte nella dichiarazione dei redditi cosi da essere soggette alle imposte.

Questi provvedimenti inoltre servono a tutelare il paese e i cittadini dall'introduzione di denaro di dubbia provenienza, che potrebbe essere riconducibile al mercato del riciclaggio. Inutile dire che questa operazione dovrebbe scaturire dal senso civico del cittadino, ma nel nostro paesi in molti hanno tenuto nascoste le proprie vincite all'estero, con conseguenti multe salatissime una volta smascherati dalla finanza.

Infine sulla questione tasse anche l'UE si è espressa sostenendo gli stati che applicano una forte tassazione sul gioco. La motivazione a detta della Corte è che ridurre eccessivamente o addirittura azzerare la tassazione sul gioco, potrebbe avere l'effetto di favorire eccessivamente questa attività con i conseguenti rischi di dipendenza che può comportare.

Le Vincite Online vanno dichiarate?

Una delle questioni più controverse in Italia per quanto riguarda la regolamentazione del gioco è quella della dichiarazione dei redditi.

Moltissimi lettori ci chiedono se è necessario o meno dichiarare una vincita al casinò online o presso siti di bookmakers e scommesse sportive. Stessa domanda viene fatta per quanto riguarda le classiche macchinette da bar oppure i bookmakers dal vvio dove si giocano prevalentemente scommesse sul mondo del calcio e sport vari.

Cominciamo allora a fare una distinzione tra le due cose:

  1. Se giocate dal vivo presso una ricevitoria o un bookmakers e vincete un qualsiasi importo non dovete dichiarare nulla in quanto la somma vinta è già regolamentata e tassata dallo stato. È però buona usanza conservare per almeno 5 anni qualsiasi eventuale ricevuta o scontrino relativa alla vincita.
  2. Se giocate in un casinò online con regolare licenza AAMS e quindi registrato presso i Monopoli di Stato e vincete dei premi in denaro, non sarà necessario neanche in questo caso dichiararli nel 730. Ogni vincita è infatti già tassata e i vari provider di gioco tramite l’agenzia delle dogane dichiarano tutto quello che c’è da dichiarare.

Cosa succede se vinco giocando su un sito che non ha regolare licenza? Intanto non dovreste giocare su siti che non dispongono di una regolare licenza rilasciata dai Monopoli di Stato, ma ci sono casi in cui i giocatori non si accorgono di questa cosa, oppure le sale online dispongono di autorizzazioni speciali ma rilasciate da altri paesi.

In quel caso sarà necessario dichiarare la vincita presso gli uffici competenti aspettandosi che quel punto venga tassata dallo Stato Italiano. Tenete anche in considerazione che se avete giocato consapevolmente su un sito che non dispone di alcuna licenza potrebbero essere presi provvedimenti legali nei vostri confronti, o l’intero importo vinto potrebbe essere confiscato.

Aggiornamento: Nuove norme sulla tassazione del gioco

Le norme sulla tassazione degli importi vinti tra casinò online, lotto, Gratta e Vinci e Lotterie Nazionali sono state modificate di recente. Da ottobre 2017 l’aliquota è infatti passata dal 6 al 12% su tutti gli importi vinti che superano le 500 euro.

In sostanza qualunque vincita inferiore alle 500 euro è esente da ogni tipo di tassa per tutte le scommesse o le vittorie “dal vivo”.

Il gioco online gode invece di leggi più strette in questo senso e infatti le tassazioni partono già da ogni importo vinto che superi le 100 euro. In tutti i casi le tasse vengono già applicate al momento del rilascio, e non vi è l’obbligo di dichiarare le vincite online come parte del proprio reddito.

Tuttavia anche in questo caso è bene tenere traccia di qualsiasi somma vinta conservando le prove di quanto vinto e quando.

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