Gambler professionisti e testimonial: giocare non è improduttivo!

Gambler professionisti e testimonial: giocare non è improduttivo!

09 apr 2014 | 06:31 Editor: Francesco Esposito

Sfatiamo il vecchio tabù: chi gioca d'azzardo in maniera professionistica produce, eccome. Solo che non è qualcosa di tangibile.

Molti giocatori di poker professionisti, o più semplicemente gambler professionisti, spesso hanno parecchie remore a raccontare cosa fanno per vivere alle persone che incontrano e che non conoscono. Il timore di venire giudicati è alto. D'altro canto, l'opinione comune è che chi vive di poker o giochi da casinò non produca nulla per la società. Ma non è affatto così.

A questi si aggiungono anche i testimonial del gioco d'azzardo sempre più diffusi tra i personaggi dello shobiz a partire da attori, calciayoti ed atleti vari. Come vengono percepiti questi personaggi dall'opinione pubblica e perchè il gioco d'azzardo fatica ad essere considerato un mestiere come un altro? Andiamo insieme a vedere più a fondo e analizzare le ragioni di questa disparità di trattamento dei professionisti del gioco rispetto ad altre categorie di lavoratori.

Due pesi e due misure?

gambler professionistiSe ci pensiamo bene, infatti, a nessuno viene in mente di criticare la vita di uno sportivo professionista o di un attore professionista. Eppure, a conti fatti, neppure loro producono qualcosa di tangibile. E anzi, molti di loro si arricchiscono infinitamente di più di un ottimo giocatore di poker o di un maestro del blackjack. Tra l'altro, senza rischiare i propri soldi.

Lungi da affermare, tuttavia, che stiamo parlando dunque di professioni definibili inutili. Che non producano qualcosa di concreto è fuori di dubbio. Non si tratta di costruttori, artigiani o agricoltori. Queste professioni, indispensabili, creano tutto ciò che è necessario all'uomo per vivere: cibo per sfamarsi e un posto dove abitare per non essere alla mercé delle condizioni atmosferiche.

Lo sportivo professionista, però, produce qualcosa, così come l'attore professionista: entrambi producono felicità. Chi paga per assistere a un evento di sport, o per andare al cinema o a teatro, lo fa per acquistare un bene che non si potrà toccare con mano, ma che comunque esiste: solo che invece di nutrire il corpo, nutre lo spirito.

Un discorso molto simile lo si può fare per il giocatore: quando gioca, sia che lo faccia in maniera professionistica sia che lo faccia per divertimento, produce adrenalina e suspence. Sono questi i motivi per i quali si gioca al casinò o al tavolo da poker, no? Non è solo una questione di denaro, perché altrimenti gli appassionati di gambling potrebbero fare qualsiasi altro mestiere, molto meno rischioso.

Eppure l'opinione pubblica, ancora oggi, continua a stigmatizzare la figura del gambler professionista, come se fosse un lavoro di serie B o peggio ancora da demonizzare. Questo nonostante il gioco faccia parte della cultura dell'essere umano sin dalla notte dei tempi e si sia sviluppato nel corso dei millenni.

Basti pensare come persino le civiltà più antiche solevano giocare d'azzardo, con strumenti molto simili a quelli che oggi chiamiamo dadi. In principio, gli uomini usavano gli astragali - ossi dalla forma tetraedrica - non solo per giocare d'azzardo, ma anche come utensili da utilizzare per l'arte divinatoria.

È davvero diverso dal vendere sigarette?

Una delle peggiori accuse rivolte a chi lavoro in generale nel settore dell’igaming è di istigare gli altri al gioco o alla dipendenza da esso.

Molti giocatori di poker professionisti hanno lamentato di essersi più volte trovati in situazioni in cui gli è stato recriminato di essere pessimi genitori in quanto fornivano ai figli un esempio e un modello di vita sbagliato.

La verità è che ci sono tantissimi lavori in settori potenzialmente dannosi o pericolosi. È davvero colpa del tabaccaio se tante persona fumano fino a morire di cancro ai polmoni? È davvero colpa del pasticcere se alcuni esagerano e finiscono per contrarre il diabete?

Potremmo continuare così all’infinito con moltissime altre professioni che hanno tutte in comune qualcosa: la responsabilità. Bisogna accettare il fatto che sono molte le cose che possono creare dipendenza o problemi per la salute e sta ad ognuno di noi doversi gestire e controllare così come sta alle persone intorno a noi aiutarci o intervenire nel momento del bisogno.

Demonizzare una professione come quella del gambler è solo un cliché, un retaggio culturale derivato da secoli e secoli di storia in cui, soprattutto per motivi religiosi, il gioco era ritenuto pericoloso e vicino alle pratiche sataniche.

Oggi sappiamo bene che tanta gente gioca per passione, per hobby o decide di farne una professione attraverso tanta pratica e studio, e questo dovrebbe essere abbastanza per riservare a queste persone lo stesso rispetto che riservate al panettiere sotto casa.

La vasta schiera di testimonial pagati dalle room conferma che il settore del gioco e delle scommesse sportive online continua a tenere: nel mese di ottobre 2014 è stato registrato un volume di affari pari a 415 milioni di euro (più dieci per cento rispetto a settembre, ma anche meno 3 per cento rispetto all’ottobre del 2013). Allo stesso tempo nel 2014 si è assitito a un decremento del poker online e nella versione torneo ( meno 33,4 e meno 35 per cento).

I testimonial del gioco

Rocco SiffrediUn altro lavoro spesso molto criticato è quello di chi sponsorizza il gioco d'azzardo, soprattutto se si tratta di volti celebri, come sportivi ed attori.  Dopo le patatine, i fiori e gli spot contro l’abbandono degli animali, il celebre attore porno Rocco Siffredi ha prestato qualche mese fa la sua immagine a una grande società irlandese di gioco online. La campagna pubblicitaria integrata prevedeva un video e manifesti affissi davanti agli orinatoi dei bagni maschili di alcuni locali italiani alla moda. Anche il breve spot è ambientato nella toilette degli uomini, sempre di fronte agli orinatoi, dove si svolge il celebre “rito del confronto”, da tempo immemore uno degli argomenti più sfruttati nelle gag comiche.

Nel video Siffredi si rivolge all’uomo che ha a fianco (look anni Settanta) dicendogli: “Ti hanno dato il campioncino?”. Gigantografie di Siffredi sono apparse in quattordici bagni maschili di altrettanti locali sparsi per tutta Italia: Tockeville e Gioia69 (Milano), Otel e Donnini (Firenze), Crystal (Brescia), Shari Vari, Chalet Del Bosco e Futurarte (Roma), Villa Casale e Divinae Follie (Bari), Joia e La Mela (Napoli), Zsa zsa e Country club (Palermo). Nei manifesti il volto del pornodivo, ritratto con aria di sufficienza, era associato a slogan come  “Almeno sarai fortunato al gioco” e “Fossi in te punterei tutto sulla simpatia”.

Atleti più seri dei calciatori?

Tania CagnottoDi recente un manager di Lottomatica che si occupa delle room online durante un’intervista ha riferito di un’inversione di tendenza nelle sponsorizzazioni: a fianco degli ormai inflazionati calciatori negli ultimi tempi vengono assoldati come testimonial sempre più spesso atleti olimpionici di altre discipline sportive.

Nell’immaginario comune, ha spiegato il funzionario, i calciatori sono sovente associati a un’idea frivola di sport e di spettacolo: soldi facili, veline e un po’ troppa spensieratezza. Tra i nuovi testimonial, invece, sono stati scelti sportivi come la tuffatrice Tania Cagnotto, il pugile Clemente Russo, il nuotatore Filippo Magnini e il ginnasta Igor Cassina. Come a dire: anche il poker, soprattutto nella formula torneo, è questione di studio, disciplina e sana competizione. I soldi vengono semmai in un secondo momento.

Anche Magnini, storico ex fidanzato della nuotatrice Federica Pellegrini, si è “intamarrito” facendosi fotografare con la maglietta alzata durante una serata al casinò di Saint Vincent, mentre mostrava gli addominali-tartaruga al pubblico e al presentatore Ciccio Valenti.

Il pistolero gioca a poker

Gigi BuffonA dispetto della tendenza che vede i calciatori perdere terreno come testimonial delle room online, la scorsa primavera l’attaccante uruguaiano Luis Suarez “El pistolero” è stato assoldato da una nota poker room.  Anche Pokerstars ha sfruttato il binomio poker e sport ingaggiando calciatori come Ronaldo, Andryi Shevchenko e Gigi Buffon, ma anche Raffael Nadal e Boris Becker (tennis), il rugbista francese Sébastien Chabal, il campione svedese di sci di fondo Marcus Hellner, lo sciatore Alberto Tomba e l’hockeista su prato Fatima Moreira de Melo.

Una famosa roulette online di recente ha puntato sulla squadra scozzese “Rangers football club”.  Per quasi tutti gli sportivi (calciatori esclusi) sponsorizzazioni, pubblicità e spot televisivi rappresentano la maggiore fonte di introiti. Poker e sport, comunque, presentano numerose affinità: alcuni esperti hanno evidenziato come pokeristi, scacchisti e sportivi utilizzano corteccia e lobi frontali del cervello quando devono prendere decisioni rapide.

Tornando a parlare di testimonial delle room, non è raro trovare tra questi anche personaggi dello spettacolo come Elisabetta Canalis, Giorgio Panariello, Melita Toniolo e Lillo del duo Lillo & Greg. La prima, in particolare, è stata immortalata con fiches e carte da gioco dal fotografo Joseph Cardo per pubblicizzare un casinò online. Come in un talk show, durante il torneo di poker per beneficienza “Stars for Charity 2010” si sono incontrati personaggi molto eterogenei tra loro come i calciatori Gennaro Gattuso e Gigi Buffon, il comico Giorgio Panariello, il conduttore televisivo ed esperto di poker Ciccio Valenti, i pokeristi Dario Minieri e Salvatore Bonavena e due giocatori scelti online.

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