Quello che il BlackJack deve a Edward Oakley Thorp

04 apr 2014 | 11:31 Editor: Federica Zacchi

E.O Thorp non è solo uno dei migliori giocatori professionisti di Blackjack di tutti i tempi, ma è anche un genio della matematica e autore di un numero incredibile di articoli e di libri sull’argomento.

Il Blackjack e la sua storia

Il suo talento gli è valso di essere inserito tra i primi sette nel “Pantheon del Blackjack”, la “Blackjack Hall of Fame”, ospitata nel Casinò Barona di San Diego. Questo Pantheon onora i più grandi esperti e professionisti di Blackjack della storia: beneficiano di suites, di pasti e di bevande gratuite a vita…in cambio del loro impegno a non giocare mai ai tavoli del “Barona”.

Prima di vedere quali sono stati i maggiori contributi di Thorp al metodo per vincere giocando a Blackjack, diamo un occhiata al gioco stesso…

Mentre alcuni storici collocano l’origine dell’antenato del Blackjack (il Trentuno) in Italia nel quindicesimo secolo, altri affermano che sia nato in Francia nel diciottesimo secolo sotto il nome di “Ventuno”, nella cerchia dei giochi francesi.

Introdotto negli Stati Uniti senza grande successo all’inizio del secolo successivo, i proprietari dei casinò hanno fatto evolvere il gioco e hanno definito un “bonus” per renderlo più attraente: la coppia asso più jack di picche veniva pagata 10 a 1, e dunque il nome del gioco divenne naturalmente “Blackjack”. In questa fase dove tutti i giocatori sono contro la banca, l’obiettivo è quello di non superare il totale di 21 punti con le carte, pena la perdita dell'investimento iniziale: in questo caso si dice che il giocatore “salta”.

Le carte hanno i seguenti valori: da 2 a 10 i valori delle carte corrispondono ai loro valori nominali, le figure valgono 10 punti mentre l’asso vale 1 o 11.

Ogni giocatore riceve due carte scoperte dal croupier. Il giocatore può puoi chiedere quante carte vuole per raggiungere 21 punti o per avvicinarsi il più possibile, ma senza superare questo valore. Il croupier gioca: se fa più di 21, tutti i giocatori rimasti vincono. Se il croupier raggiunge il numero compreso nella gamma che ha annunciato (si parla di “punto”), solo i giocatori con un punto in più rispetto al croupier vincono.

In origine, il Blackjack si giocava con un solo mazzo di 52 carte. Poi, a partire dagli anni quaranta del secolo scorso, sono apparsi i primi metodi di conteggio, in gran parte sfavorevoli ai Casinò che hanno allora cercato di mantenere il vantaggio aumentando il numero di mazzi di carte presenti nel sabot: 6 in Francia, 4 nel Regno Unito, e tra 1 e 8 negli Stati Uniti.

All’inizio del ventesimo secolo, il Blackjack divenne molto popolare negli Stati Uniti: era il gioco più in voga nei casinò americani, nonostante il grande vantaggio, stimato tra il 5% e il 10%, delle case da gioco di fronte ai giocatori.

Nel 1956 Robert Baldwin studiò una strategia per vincere a Blackjack: sulla base di strumenti statistici che tenevano conto delle proprie carte e della carta scoperta del croupier, il giocatore riusciva a sapere quanto scommettere. In questo modo, puntando meno spesso ma meglio, il vantaggio dei casinò di fronte ai giocatori scese al solo 1%.

L’invenzione del conteggio delle carte è spesso erroneamente attribuita a E.O.Thorp. Certamente, lui ha notevolmente contribuito a far conoscere questo metodo e a diffonderlo, ma non è stato il primo ad arrotondare il suo stipendio giocando a Blackjack!

Ma chi è E.O.Thorp?

Nato nell'agosto del 1932 a Chicago, Thorp si distinse subito per l'impressionante capacità di applicare le sue conoscenze di probabilità e statistica al gioco d'azzardo (Blackjack, Roulette e Backgammon) più che ai mercati azionari. Laureato alla UCLA (University of California, Los Angeles), ha conseguito un master di Fisica e un dottorato di ricerca in Matematica. Nel 1961 divenne professore al prestigioso MIT (Massachusetts Institute of Technology), prima di insegnare alla New Mexico State University, e poi a Irvine (Università della California) fino al 1977. Dal 1982 insegna matematica e finanza quantitativa.

La sua fortuna è stata stimata a 800 milioni di dollari nel 2012.

Dopo aver letto un articolo su una rivista dedicata alle statistiche, Thorp esaminò il Blackjack e, in seguito a mesi di duro e ininterrotto lavoro, fornì un metodo sistematico di conteggio delle carte. Ideò una modalità che teneva conto delle variazioni rimanenti dopo che le mani erano state distribuite...nacque così l'essenza del conteggio delle carte!

La tecnica permette di abbattere il margine della casa da gioco di circa l'1%. La sua strategia statistica è stata sviluppata attraverso calcoli effettuati da un IBM 704! Ma le critiche non tardarono ad arrivare; a fronte di esse, Thorp mise in pratica la sua teoria in alcuni casinò di Las Vegas, il “Reno” e il “Lago Tahoe”. Queste gite domenicali con il suo amico e complice Claude Shannon (con il quale svilupperà il primo gioco per pc per vincere alla Roulette negli anni sessanta), gli fecero guadagnare fino a 70.000 dollari a week-end. E così, Thorp fu bandito dai casinò e dovette utilizzare molti stratagemmi per non essere riconosciuto!

Nel 1962, Thorp pubblicò il suo "Beat the Dealer: A Winning Strategy for the Game of Twenty-One"(Batti il banco: una strategia vincente per il gioco del ventuno), che ebbe immediato successo a livello mondiale e seminò il panico in tutti i casinò, che si affrettarono a cambiare le regole del Blackjack per contrastare i contatori di carte.

Ma alla fine, contro l'insurrezione dei giocatori, il più grande cambiamento per contrastare il conteggio delle carte è stato quello di moltiplicare il numero di giochi nel sabot (fino a otto in alcuni casinò negli Stati Uniti).

In breve, il bestseller mostra il sistema del “Contare fino a dieci”, una formula in cui i giocatori tengono conto dei coefficienti assegnati alle diverse carte per determinare le loro scommesse. Nel 1966, la seconda edizione del “Beat the Dealer” presentò il conteggio Hi-Lo (o sistema di equilibrio, poiché i valori totali attribuiti alle 52 carte danno zero): questo metodo è più facile da mettere in pratica dai giocatori. Sottolineiamo, infine, che tutte le strategie di conteggio attuali si basano sempre sul lavoro pionieristico di Thorp ...

Oltre ai suoi libri sul Blackjack, possiamo citare “Elementary Probability” (1966) , “The Mathematics of Gambling” (1984), e numerosi articoli sulla probabilità matematica, sullala teoria dei giochi e dell'analisi funzionale. Proprio grazie alle sue conoscenze di probabilità e di statistica, Thorp è stato in grado di distinguere le irregolarità dei prezzi sui mercati finanziari, da cui cui la pubblicazione del suo libro “Beat the Market “, pubblicato nel 1967 con la proposta di un sistema per "leggere" il mercato dei cambi e per "giocare con essi".

Oggi la maggior parte dei casinò è a caccia di contatori di carte; i piccoli palmari e gli “appunti a mano” sono vietati ai tavoli da gioco. I mescolatori automatici hanno reso quasi impossibile il conteggio, non ce n'è per nessuno!  Ma questo non significa che tale pratica non sia più applicabili, e coloro che utilizzano questa strategia arrivano sempre a guadagnare cifre abbastanza importanti.

E chissà, forse da qualche parte nel mondo c’è un nuovo Edward Thorp, un altro genio pronto a rivoluzionare il conteggio delle carte del Blackjack?

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