Gambler professionisti alla riscossa: giocare non è improduttivo!

Gambler professionisti alla riscossa: giocare non è improduttivo!

09 apr 2014 | 06:31 Editor: Morganti, Ana

Sfatiamo il vecchio tabù: chi gioca d'azzardo in maniera professionistica produce, eccome. Solo che non è qualcosa di tangibile.

Molti giocatori di poker professionisti, o più semplicemente gambler professionisti, spesso hanno parecchie remore a raccontare cosa fanno per vivere alle persone che incontrano e che non conoscono.

Il timore di venire giudicati è alto. D'altro canto, l'opinione comune è che chi vive di poker o giochi da casinò non produca nulla per la società. Ma non è affatto così.

Due pesi e due misure

Se ci pensiamo bene, infatti, a nessuno viene in mente di criticare la vita di uno sportivo professionista o di un attore professionista. Eppure, a conti fatti, neppure loro producono qualcosa di tangibile. E anzi, molti di loro si arricchiscono infinitamente di più di un ottimo giocatore di poker o di un maestro del blackjack. Tra l'altro, senza rischiare i propri soldi.

Lungi da affermare, tuttavia, che stiamo parlando dunque di professioni definibili inutili. Che non producano qualcosa di concreto è fuori di dubbio. Non si tratta di costruttori, artigiani o agricoltori. Queste professioni, indispensabili, creano tutto ciò che è necessario all'uomo per vivere: cibo per sfamarsi e un posto dove abitare per non essere alla mercé delle condizioni atmosferiche.

Lo sportivo professionista, però, produce qualcosa, così come l'attore professionista: entrambi producono felicità. Chi paga per assistere a un evento di sport, o per andare al cinema o a teatro, lo fa per acquistare un bene che non si potrà toccare con mano, ma che comunque esiste: solo che invece di nutrire il corpo, nutre lo spirito.

Un discorso molto simile lo si può fare per il giocatore: quando gioca, sia che lo faccia in maniera professionistica sia che lo faccia per divertimento, produce adrenalina e suspence. Sono questi i motivi per i quali si gioca al casinò o al tavolo da poker, no? Non è solo una questione di denaro, perché altrimenti gli appassionati di gambling potrebbero fare qualsiasi altro mestiere, molto meno rischioso.

Eppure l'opinione pubblica, ancora oggi, continua a stigmatizzare la figura del gambler professionista, come se fosse un lavoro di serie B o peggio ancora da demonizzare. Questo nonostante il gioco faccia parte della cultura dell'essere umano sin dalla notte dei tempi e si sia sviluppato nel corso dei millenni.

Basti pensare come persino le civiltà più antiche solevano giocare d'azzardo, con strumenti molto simili a quelli che oggi chiamiamo dadi. In principio, gli uomini usavano gli astragali - ossi dalla forma tetraedrica - non solo per giocare d'azzardo, ma anche come utensili da utilizzare per l'arte divinatoria.

È davvero diverso dal vendere sigarette?

Una delle peggiori accuse rivolte a chi lavoro in generale nel settore dell’igaming è di istigare gli altri al gioco o alla dipendenza da esso.

Molti giocatori di poker professionisti hanno lamentato di essersi più volte trovati in situazioni in cui gli è stato recriminato di essere pessimi genitori in quanto fornivano ai figli un esempio e un modello di vita sbagliato.

La verità è che ci sono tantissimi lavori in settori potenzialmente dannosi o pericolosi. È davvero colpa del tabaccaio se tante persona fumano fino a morire di cancro ai polmoni? È davvero colpa del pasticcere se alcuni esagerano e finiscono per contrarre il diabete?

Potremmo continuare così all’infinito con moltissime altre professioni che hanno tutte in comune qualcosa: la responsabilità. Bisogna accettare il fatto che sono molte le cose che possono creare dipendenza o problemi per la salute e sta ad ognuno di noi doversi gestire e controllare così come sta alle persone intorno a noi aiutarci o intervenire nel momento del bisogno.

Demonizzare una professione come quella del gambler è solo un cliché, un retaggio culturale derivato da secoli e secoli di storia in cui, soprattutto per motivi religiosi, il gioco era ritenuto pericoloso e vicino alle pratiche sataniche.

Oggi sappiamo bene che tanta gente gioca per passione, per hobby o decide di farne una professione attraverso tanta pratica e studio, e questo dovrebbe essere abbastanza per riservare a queste persone lo stesso rispetto che riservate al panettiere sotto casa.

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Scopri di più Morganti, Ana

Site Manager e Responsabile della linea Editoriale per Casinotop10 Italia

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