Pubblicità dei giochi d’azzardo in tv: divieto o solo limitazioni?

Pubblicità dei giochi d’azzardo in tv: divieto o solo limitazioni?

01 apr 2014 | 10:52 Editor: Federica Zacchi

Non c’è nulla da temere: parola di Giovanni Carboni, uno dei massimi esperti del gioco d’azzardo a livello italiano ed europeo. Scopri con noi quali limitazioni vi sono per il gioco d'azzardo in tv e più di recente neigli altri canali di comunicazione.

no pubblicitaSì, perché il nuovo progetto di legge relativo alla regolamentazione della pubblicità dei giochi in tv e in radio che è stato approvato a fine febbraio dalla Camera dei Deputati, introduce soltanto delle limitazioni, senza vietare nulla.

Ma andiamo con ordine, perché la confusione sull’argomento è tanta e le notizie riportate dai mass media a volte sono frammentarie.

Partiamo da due certezze, che aiutano a “far rientrare” l’inevitabile allarmismo che si era creato tra gli operatori del settore. Innanzitutto, la nuova legge non è ancora in vigore e al momento detta semplicemente le linee guida che andranno a costituire, nel corso del 2014, la nuova regolamentazione. In secondo luogo, le limitazioni proposte sono perfettamente in linea con quanto previsto dalle norme europee in materia di pubblicità – norme che, peraltro, non riguardano solo il gioco d’azzardo. 

La parola all'esperto

Carboni, fondatore di EGLA (European Gambling Lawyers and Advisors) - nonché consulente per l’Autorità Italiana per il gioco d’azzardo - a tal proposito spiega cosa succederà se e quando la legge entrerà in vigore:  «l’Italia in questo caso introdurrà delle nuove limitazioni riguardanti la tutela dei minori da applicare alla pubblicità dei giochi (e non solo) in alcune determinate fasce orarie; gli operatori del settore, dunque, saranno ancora in grado di pubblicizzare i loro marchi e le loro offerte in Italia al di fuori di queste fasce protette.»

Se non ci saranno stravolgimenti del progetto di legge, questi nuovi limiti potrebbero addirittura aiutare l’industria del gioco a gettare un po’ di “acqua sul fuoco” sulle polemiche, le critiche e le lotte contro l’azzardo condotte da alcune associazioni del terzo settore e dal governo italiano. Un governo, il nostro, che non ha mai preso una posizione chiara, talvolta appoggiando l’industria del gioco (e gli introiti che finiscono nelle casse dello Stato), talvolta invece proponendo leggi restrittive.

Anche in questo caso le parole di Carboni possono aiutarci: «Ritengo che l’industria del gioco sia ben disposta ad accettare delle limitazioni di questo genere. Credo che siano delle misure comprensibili che potrebbero rappresentare un’ottima opportunità per incentivare l’adozione di pratiche e regole comuni nei diversi paesi dell’UE.»

Queste limitazioni devono essere accompagnate da un’informazione corretta che crei maggiore conoscenza del fenomeno del gioco d'azzardo. Perché tutti ne parlano, ma pochi sono davvero competenti sulla materia. E invece c’è sempre più bisogno di saper come stanno realmente le cose: ne hanno bisogno i politici, che sono spessi i primi ad ammettere che per loro il gambling rappresenta ancora un “buco nero”; ne ha bisogno la gente comune, che spesso si ritrova bombardata da dati allarmistici, né esaustivi né rappresentativi della situazione del gioco d’azzardo in Italia.

Vediamo cosa succederà nell’immediato futuro: in ogni caso la parola d’ordine deve essere regolamentazione e non divieto, perché l’effetto boomerang è sempre dietro l’angolo. Vietare significherebbe infatti favorire il gioco illegale e non autorizzato, mettendo a rischio proprio quei soggetti – come i minori – che invece è fondamentale tutelare.

Aria di cambiamenti

Per quanto riguarda le limitazioni delle pubblicità per i vari canali di comunicazione bisogna dire che I tempi stanno cambiando e in realtà sono già cambiati.

Negli ultimi 50 anni i prodotti che hanno incontrato limitazioni nel poter essere sponsorizzati sono stati tantissimi ma con gli anni e il progredire della società e delle libertà di esprimersi, molti compaiono oggi sui nostri schermi senza alcun problema.

In passato non era possibile ad esempio sponsorizzare prodotti come alcolici o fumo o qualsiasi altra cosa potesse essere ritenuta molto danno sa per la salute.

Una delle principali preoccupazioni era poi la tutela dei minori e l’influenza negativa che l’esposizione a certi tipi di prodotti poteva infondere nelle nuove generazioni. Inutile dire che anche qualsiasi tipo di prodotto legato alla pornografia era bandito così come tutto ciò che riguardava il gioco d’azzardo.

Oggi la situazione è molto diversa e la libertà di sponsorizzare un po’ qualsiasi tipo di prodotto è largamente diffusa in tutta Europa seppure con le dovute limitazioni di fasce orari o messi utilizzati.

Casinò e Social Media

Uno dei canali che oggi viene maggiormente utilizzato per veicolare messaggi promozionali è quello dei social media come Facebook o Twitter e proprio questo ha generato non poche polemiche per la propaganda del gioco d’azzardo che ovviamente è sempre vietato ai minori.

Grazie ad una serie di filtri oggi adottati nei vari canali di social media è possibile comunque tutelare i minori ed evitare che possano visitare determinate pagine web o che alcuni messaggi promozionali, ritenuti non idonei all’età del soggetto, vengano visualizzati a schermo.

Scopri di più Federica Zacchi

Communication and Public Relation officer

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