Google Glass, HoloLens e 02Amp: i casinò si aprono agli HMD?

Google Glass, HoloLens e 02Amp: i casinò si aprono agli HMD?

12 mar 2015 | 12:09 Editor: Invernizzi, Lorenzo

Schermi montati sulla testa. La traduzione italiana del termine può suonare strana ma quantomeno rende bene l’idea. Nell’ambito della “tecnologia indossabile”, gli Head-Mounted-Display stanno facendo la parte del leone, almeno in termini di popolarità.

A onor del vero, dispositivi come Google Glass, HoloLens e Oculus Rift non hanno sempre avuto vita facile. Non è detto però che il vento possa cambiare presto direzione, anche sul fronte dei casinò online.

Le case da gioco americane avevano già messo le mani avanti proibendo al loro interno l’utilizzo degli occhiali di Google. Ma non ce n’è stato bisogno: i Google Glass non hanno ottenuto il successo sperato e a gennaio il colosso di Mountain view ha annunciato il loro ritiro dal mercato. Prima ancora che uscissero, alcuni avevano paventato il possibile utilizzo del dipositivo da parte di impiccioni, guardoni e affini i quali, scriveva Claudio Poggi alla fine del 2013 su Pokerlistings.it, possono “scattarci una fotografia o far sapere a tutti in diretta streaming quello che stiamo facendo, senza quasi che noi possiamo accorgercene”. Il rapido declino dei Google Glass era già stato pronosticato anche da Robert Scoble, blogger statunitense di tecnologia.

“E’ innegabile che qualcosa – qualcosa di rilevante – sia andato storto” riportava lo scorso gennaio il Corriere della Sera commentando la meteora dei Glass. Tra i fattori che ne hanno decretato la debacle, il quotidiano milanese individuava il prezzo proibitivo (1500 euro) e il fatto che i Glass riprendano, migliorandole solo di poco, le funzioni di uno smartphone. Nel nostro Paese, tuttavia, hanno trovato applicazione in ambito sanitario.

Google e il gioco online

Per sbeffeggiare gli appassionati dei Google Glass negli Stati Uniti è stato coniato il termine “glasshole” (asshole, un modo triviale per designare l’ano, può essere rivolto come epiteto a persone stupide o malvage).

Il 46enne A.J. Jacobs, noto per i suoi esperimenti di giornalismo immersivo, ha provato con successo gli occhiali di Google durante una partita a poker con gli amici. Attraverso il dispositivo il giornalista è rimasto collegato con il cugino giocatore professionista, il quale in diretta gli suggeriva in segreto le mosse da compiere. Al termine della partita Jacobs ha rivelato agli avversari il trucchetto, restituendo loro il denaro vinto.

Se i casinò non si sono detti entusiasti dell’arrivo dei Google Glass, nemmeno il motore di ricerca americano stravede per il settore del gioco d’azzardo.“Non consentiamo contenuti o servizi che facilitino il gioco d’azzardo online” riporta la policy per gli sviluppatori di Google Glass riferendosi, “ma non in maniera esclusiva, a casinò online, siti di scommesse sportive e lotterie”.

Ologrammi... reali

hololensAllo stesso modo dei Google Glass, anche le HoloLens, presentate a gennaio da Microsoft in occasione dell’anteprima di Windows 10,  saranno probabilmente proibite all’interno dei casinò.La peculiarità delle HoloLens, spiega Panorama “è la possibilità di inserire ologrammi tridimensionali (visibili solo a coloro che indossano il visore, ndr) nel mondo circostante.

I comandi vengono impartiti con le mani e la voce, senza l’ausilio di cavi, telefoni o la connessione a un pc. Il visore di Microsoft punta a creare un legame più profondo e interattivo tra realtà fisica e virtuale”.

Un tempo era solo fantascienza

Realtà virtuale e reale si mescolavano anche nella visione di RoboCop, il poliziotto cyborg protagonista dell’omonimo film di Paul Verhoeven uscito nell’87 e oggetto nel 2014 di un remake diretto da José Padilha. RoboCop nasce dal corpo mutilato di Alex Murphy, agente di polizia ucciso a colpi di fucile da una banda di criminali. Il suo cervello computerizzato consente a RoboCop di vedere la realtà attraverso un display, che gli permette di individuare in tempo reale una possibile situazione di pericolo e di agire in modo più efficace.

Secondo Pokerlistings le HoloLens potrebbero consentire attraverso funzioni ad hoc il riconoscimento facciale dei giocatori.

Come faceva RoboCop con i suoi nemici, si potrebbero visualizzare su un display virtuale statistiche, video e documenti disponibili in rete che possono svelare i punti deboli degli avversari, monitorandone lo stile di gioco e, attraverso un’analisi della mimica facciale, svelarne i bluff e i momenti di debolezza. RoboCop era più forte dei normali poliziotti in virtù delle sue qualità “robotiche”: allo stesso modo è possibile diventare cyborg-giocatori invincibili semplicemente indossando le HoloLens? Chi vivrà vedrà. Al momento, comunque, non è dato conoscere la data di uscita e il prezzo del dispositivo sul mercato.

Arrivano i casinò 3D?

oculusTra i più recenti dispositivi HMD (Head-Mounted-Display), Pokerlistings prende in esame anche l’Oculus Rift, uno schermo che si indossa sul viso e che consente di avere una visione a tutto tondo di un ambiente virtuale. Per il sito di informazione sul poker “un gioco di poker virtuale sarebbe in realtà molto più facile da realizzare rispetto a un complesso ‘sparatutto’ in prima persona”.

Nel poker online, infatti, molti elementi sono statici e l’intero gioco si svolge in una stanza. Oculus Rift potrebbe quindi rappresentare il dispositivo ideale per il gioco multitavolo. Secondo indiscrezioni trapelate la scorsa primavera, TellTale Games starebbe valutando la possibilità di realizzare una versione di Poker Night 3 per Oculus Rift. Anche se il 3D nei casinò online è ancora agli albori, si sono già adattati a questa nuova realtà Royal Vegas Casino, Casino-Mate e G’Day Casino. Tutti questi siti dispongono di animazioni stereoscopiche ed effetti simili a quelli utilizzati nei film, allo scopo di garantire una maggiore interattività.

Mondi virtuali

L’avvento dei dispositivi HMD porterà a un ritorno di ambienti 3D simili a “Second life” anche nel gioco d’azzardo? Così definisce “Second life” il quotidiano Repubblica in un articolo del 2013: “Un universo parallelo, nel quale ciascuno ha modo di realizzare il proprio avatar, cioè un alter ego elettronico. Chattare, socializzare, mettere in piedi un’attività, comprare e vendere, flirtare, bere fino a sbronzarsi. Una specie di Sims, il famoso videogame, in versione multiutente, nel quale l’ambiente stesso è costruito dai giocatori”.

Dopo un inizio apparentemente folgorante, si sono spenti gli entusiasmi dietro al mondo virtuale fondato nel 2003 dal fisico Philip Rosedale e dalla sua società Linden Lab. Nonostante le difficoltà degli ultimi anni, scrive tuttavia Repubblica, la comunità di Second Life è ancora viva e annovera circa un milione di utenti.

Niente azzardo su Second Life

Come riporta la sezione delle “Frequently asked questions”, anche se giochi come poker, blackjack e slot sono legali nel Paese d’origine del “residente” (così si chiamano i cittadini di S. L.), questi non sono permessi all’interno di Second Life: solo i giochi di abilità che hanno ottenuto l’approvazione sono concessi nelle regioni (aree) del social network riservate a questo scopo. Nemmeno il regolamento che disciplina l’ambito scommesse lascia adito a dubbi: almeno per il momento, il gioco d’azzardo è vietato all’interno di questo mondo virtuale. L’elenco dei giochi proibiti include, tra gli altri, le scommesse sportive e giochi da casinò come baccarat, blackjack, craps, faro, keno, pachinko, pai gow, poker, roulette, sic bo e le slot machine.

L’ultima frontiera degli “indossabili”

androidCosì come Second Life, anche i casinò online si stanno attrezzando per adattare le proprie piattaforme alla tecnologia HMD. Come osserva Nathan Misa in un articolo pubblicato lo scorso autunno, ciò che fino agli anni Novanta sembrava fantascenza è diventato realtà con i dispositivi indossabili e anche le aziende del settore si starebbero orientando verso questo segmento.

Solo alla fine di febbraio Google ha rilasciato l’ultima versione del sistema operativo Android Wear 5.0.2 Lollipop, riservata a dispositivi indossabili come per esempio gli smartwatch.

Una nuova fetta di mercato

Lo scorso autunno, pochi mesi prima che Google ritirasse i suoi occhiali dal mercato, Misa elogiava le potenzialità dei Glass e di Oculus Rift. L’autore ritiene infatti che entrambi, nella loro diversa specificità, troveranno grande applicazione nel mondo dei casinò online. Sarà solo questione di tempo. Nonostante l’impossibilità di garantire un’esperienza pienamente virtuale come Oculus Rift, i Google Glass secondo Misa potrebbero (o avrebbero potuto?) essere utilizzati per visualizzare interfacce grafiche e display di vario tipo in giochi come blackjack e roulette. Diverse aziende come  Valve, id Software e 2K Games avrebbero già manifestato interesse verso Oculus Rift, dispositivo che garantisce un’immersione nell’ambiente di gioco di gran lunga superiore rispetto a quella che consentirebbe un più comune schermo collegato a un joystick. L’esempio potrebbe essere seguito anche da ditte specializzate nei casinò online come Microgaming.

Un altro aspetto da considerare è il recente acquisto al prezzo di due miliardi di dollari di Oculus VR, l’azienda che produce Oculus Rift, da parte di Facebook. Compongono la cifra 400 milioni in contanti, 1 miliardo e 600 milioni in azioni Facebook e altri 300 milioni vincolati al raggiungimento di determinati obbiettivi finanziari. Questa enorme iniezione di liquidità, osserva Misa, avrà con tutta probabilità ricadute anche sul mondo dei casinò online con soldi veri, che adatteranno i loro giochi a Oculus Rift, come hanno già fatto con l’avvento degli smartphone.

Gli occhiali per pokeristi e daltonici

SetWidth280 O2AmpAnche per gli occhiali O2Amp, ci si chiese se avrebbero potuto trovare applicazione anche al tavolo verde. Le lenti speciali, realizzate dalla 2Al Labs, sono in grado di far risaltare alcuni colori: in questo modo, riporta un post dell’azienda su Facebook, si potrebbe notare con maggiore facilità un involontario arrossamento del viso, che a occhio nudo sarebbe percepito con maggiore difficoltà. Nel poker questo significa individuare i bluff dell’avversario. Secondo un documentario della Abc pubblicato su YouTube a metà febbraio 2015, gli O2Amp sarebbero in grado di circoscrivere i disturbi visivi nelle persone daltoniche.

Con questi occhiali, scrivono i produttori sul loro sito, i daltonici sono in grado di passare con sicurezza il test di Ishihara. Le tavole create dal professore dell’università di Tokyo Shinobu Ishihara vengono utilizzate per rilevare daltonismo e acromatopsie (nel daltonismo i colori sono percepiti in modo alterato, mentre l’acoromatopsia consiste nell’incapacità totale di vedere i colori).

INNUMEREVOLI UTILIZZI

Gli utilizzi degli occhiali O2Amp possono spaziare anche in altri campi, oltre quello medico. Possono essere utili in ambito psichiatrico, per studiare le risposte dei pazienti a determinate prove o test, ma anche semplicemente per identificare con certezza il loro stato d'animo.

Oppure in ambito legale, per verificare la veridicità della deposizione di un imputato, o durante un interrogatorio di polizia.

E visto che parliamo di un paio d'occhiali, dal design anche carino a dirla tutta, come non pensare a qualche giocatore disposto a scucire trecento dollari, pur di avere un vantaggio sugli altri?

Per il momento l'utilizzo di un paio di occhiali, al tavolo, è tutt'altro che vietato, quindi almeno in un primo momento nessuno potrebbe impedire l'uso degli O2Amp.

Certo è che avvalersi di uno strumento tecnologico per guadagnare un vantaggio di gioco non è il massimo della correttezza.

E poi, diciamocelo, escludere il gusto del bluff vorrebbe dire eliminare una buona parte del tipico brivido del poker.

COME USARE QUESTE LENTI AL TAVOLO VERDE?

Tutto deve essere ricondotto intanto al mondo del poker live perché per un potenziale utilizzo di queste lenti non è certo possibile immaginare una partita di poker online.

Il fatto che le O2amp possano distinguere i flussi di sangue e di emoglobina del corpo umano potrebbe rivelarsi infatti un grosso vantaggio in una partita di poker classica in cui due o più avversari si sfidano a colpi di scale e tris.

Una delle branche più studiate dagli appassionati e dai professionisti del poker live è proprio quella dei “tell”.

tell altro non sono che gesti involontari che forniscono informazioni ai propri avversari.

Tra le cose più difficili da fare al tavolo verde mentre si gioca a poker c’è proprio il mantenere i nervi saldi senza far capire agli avversari se si sta bluffando o meno, se si ha una mano forte o delle carte pessime.

I giocatori professionisti lo sanno bene e per anni studiano il comportamento degli avversari per scovarne i tell, soprattutto durante i tornei di poker dove la posta in gioco è sempre molto alta.

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Autore per Casinotop10.it

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