Usini: una Conferenza per Capire il Gioco

27 January 2012 | Di: Casinotop10

Il gioco d’azzardo che si insinua fino alle città più piccole, dove spesso ci sono persone più vulnerabili.

Un nuovo male che affligge la società contemporanea e che sfocia in una corsa frenetica a cercare la vincita a tutti i costi e l'illusione di poter toccare con mano la fortuna altro non è che la causa di un malessere che nella maggior parte di casi si tramuta in una vera patologia se non affrontato con la dovuta serietà.

Affrontare il gioco con serietà: Usini

Usini: una realtà del Nord Sardegna che conta poco più di 4 mila anime è stato ieri teatro di un importante incontro per parlare di gioco d’azzardo.

Perché il fenomeno si sta estendendo a macchia d'olio e, visto che non si trova neppure un paese che non sembri coinvolto dall’ascesa del gioco, ad Usini hanno deciso di prendere la questione con molta responsabilità ed affrontarla prima che si trasformi in un vero e proprio problema.

In questo senso l'Associazione Gente del 2000 che si occupa già da anni di prevenzione, formazione e aiuto nel campo del disagio e delle devianze giovanili e di altre tematiche sociali, ha organizzato, in collaborazione con l'amministrazione comunale, un convegno sul tema della dipendenza dal gioco d'azzardo.

“Dobbiamo guardare in faccia la realtà, il gioco d'azzardo è un fenomeno crescente e purtroppo è vivo anche nella nostra comunità” ha dichiarato durante un’intervista rilasciata a CasinoTop10.it Michele Virdis, assessore ai Servizi Sociali e responsabile delle attività dell'associazione Gente del 2000, “Per questo ci sentiamo in dovere di informare e lanciare un'ancora di salvataggio a chi si sente schiavizzato da questo triste fenomeno.

L’Onorevole Virdis da anni è in prima linea nella lotta contro la tossicodipendenza, l’Aids e l’alcolismo, “ma il fatto che il gioco non sia legato a una sostanza non ne cambia le conseguenze”.

La Conferenza di Usini è solo l’inizio

Che all’incontro abbiano partecipato circa 70 persone, è considerato un successo. “Non possiamo aspettarci che a un appuntamento così venga chi gioca, al limite chi è in terapia” ha precisato Virdis.”Ma la vittoria è che se ne sia parlato, e anche un trafiletto sui giornali, o un articolo su internet servono per prevenire”.

Un rendez-vous che verrà ripetuto ancora: “Vogliamo parlare di gioco nelle scuole” ha detto il referente di Gente del 2000, “Educare i ragazzi e metterli in guardia sulle conseguenze, soprattutto dalle trappole su internet”.

Tra le proposte è emersa anche quella di limitare il gioco - lecito, s’intende - a certe fasce orarie. Ma Francesco Pirrello, portavoce dell’Associazione gestori giochi elettronici della Sardegna, non è d’accordo: “Siamo dei lavoratori, non possiamo pagare le tasse e poi lavorare meno”.

AGGE ed associazioni fanno fronte comune

Ma questa è stata l’unica obiezione dell’Agge in un confronto che non ha visto due blocchi contrapposti, ma un intendimento comune: “Come un barista che dovrebbe evitare di somministrare altro alcool a un bevitore già ubriaco, il gestore di apparecchi non dovrebbe stimolare a giocare più del dovuto: “Ogni uso va bene, ma non l’abuso” è il messaggio emerso dall’incontro.

I gestori di giochi sono spesso etichettati come causa del male, ma Pirrello ha tracciato un’altra immagine: “Siamo i contribuenti più controllati, visto che le macchine sono in rete, ma i nostri guadagni sono minimi, basta guardare la ripartizione degli utili”.

Ecco per intenderci la ripartizione della torta:

  • 75 per cento va in vincita
  • 11,80 per cento è il Preu
  • 10 per cento agli operatori, di cui il 5 per cento agli esercenti
  • 0,8 per cento all’Aams
  • Il rimanente in tasse varieUn mercato che deve essere competitivo ma che si deve piegare a molte regole “Come utilizzare certi apparecchi piuttosto che altri” ha svelato Pirrello. Che si è detto pronto a ogni tipo di confronto e di chiarimento.

A mettere in guardia chiunque dalla dipendenza, “che è un male anche per gli operatori. Una persona che beve molto poi starà male e non berrà più, stessa cosa il gioco, per cui ci auguriamo che i giocatori lo facciano con moderazione”.

Il Pericolo Malavita? Purtroppo Esiste

E poi c’è la paura della malavita: “Se un operatore subisce una rapina ci rimette e basta, anticipiamo tutte le spese, perfino i soldi dentro la slot machine”.

Tra timore per la ludopatia e possibilità di guadagni per le casse comunali, la domanda non ha messo in difficoltà l’assessore Virdis. Se le dicessero che potete avere un Casino a Usini che porterebbe nelle casse del Municipio milioni di euro, sarebbe d’accordo?

“In paese da poco abbiamo una sala giochi bella grande e ricca di macchine che attira parecchi ragazzi e adulti e temiamo per la loro salute. Preferirei che i soldi entrassero in un altro modo al Comune piuttosto che tramite il gioco d’azzardo”.

Articolo di: L.C.

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