Raffaele Lauro: "Non Resta Che il Referendum Abrogativo"

04 gen 2012 | 03:47 Editor: Casinotop10

Intervista esclusiva al Senatore PdL considerato "nemico N.1" del gioco che ammette: "Se tutelato, il gioco potrebbe restare". Anche Se la criminalità organizzata...

Intervista esclusiva al Senatore PdL considerato "nemico N.1" del gioco che ammette: "Se tutelato, il gioco potrebbe restare". Anche Se la criminalità organizzata...


A pochi giorni di distanza dalla sua ultima presa di posizione contro i rischi legati alla diffusione del gioco online ed alle presunte lacune della legislazione vigente, abbiamo raggiunto il Senatore del PdL Raffaele Lauro per discutere con lui di uno degli argomenti più “caldi” di questo inizio 2012 e capire quali possano essere i cambiamenti che il futuro riserva all’intera industria dell’intrattenimento a distanza.

[G.A.] Quella del gioco on line, stando ai numeri, è una delle industrie più sane del momento. A parte qualche flessione fisiologica, dalla prima legalizzazione del luglio 2008 fino ad oggi, l’andamento dell’intero settore ha mostrato cifre tanto impressionanti quanto significative – perché possono essere tradotte in un concetto molto semplice: agli italiani piace giocare. 

Detto questo, Senatore Lauro, Lei si è distinto per un’attività costante e decisa volta a contrastare l’apparentemente inarrestabile diffusione del gioco: perché?

[R.L.] Il gioco d'azzardo, quando diventa fenomeno di massa, rischia di provocare una vera disgregazione della società, che colpisce, principalmente, i ceti meno abbienti e le famiglie, con effetti criminogeni sul tessuto sociale.

Se gli italiani, da popolo di santi, poeti e navigatori, si trasformeranno in un popolo di giocatori d'azzardo, il destino della nostra Nazione sarà segnato.

[G.A.] Cito: “Il bilancio di fine d’anno del gioco d’azzardo, come fenomeno di massa, sta diventando più drammatico di quello della tossicodipendenza”. Ed ancora: “Tra cinque anni l’Italia rischia di diventare un Lazzaretto” – sono le sue parole come le riportano numerosi organi di informazione.

Esagera per riuscire a raggiungere l’attenzione di chi può cambiare le cose, oppure Lei ritiene che l’Italia stia davvero correndo dei pericoli simili?

[R.L.] Non sono un novello Savonarola, ma un politico doverosamente attento alle patologie sociali. Non è una visione apocalittica, ma realistica, che ho iniziato a monitorare nell'incarico di commissario nazionale antiracket ed antiusura (2006-2008).

Purtroppo, da allora, la situazione è diventata drammatica.

[G.A.] Tra le sue attività in materia di gioco d’azzardo a distanza, si ritrova anche una proposta articolata in cinque punti che chiede tutela dei minori, attenzione alla ludopatia ed al rischio di riciclaggio, divieto di pubblicità ingannevoli e trasparenza delle società – ma non chiusura del settore.

Insomma, se regolato in maniera intelligente, il gioco on line può rimanere?

[R.L.] La commissione antimafia ha chiesto al Parlamento alcune misure urgenti e, di fronte al silenzio colpevole del Senato e della Camera, ho richiesto, in questi giorni, un decreto legge al presidente Monti.

Ma il settore del gioco ha bisogno anche di una riforma organica, che assicuri trasparenza e controlli.

A queste condizioni di assoluta trasparenza dai rischi di infiltrazione della criminalità organizzata e di tutela dei minori, dei ceti più deboli e dei ludopatici, il gioco potrebbe rimanere. La mia non è una posizione ideologica, ma politicamente responsabile.

[G.A.] Rimanendo sul riciclaggio: qualche mese fa ho avuto il piacere di intervistare l’esponente del Partito Democratico Mario Adinolfi (grande appassionato di poker) e di porgli una domanda molto precisa sui legami tra la criminalità organizzata ed il gioco on line.

Adinolfi al tempo rispose spiegandomi come la malavita organizzata in Italia si nutra di “traffico di stupefacenti e di appalti pubblici”,  non di gioco on line. Lei, Senatore, alla luce delle esperienze raccolte da Prefetto, da Membro della Commissione Antimafia e da esponente di spicco del Ministero dell’Interno lungo diverse legislature – condivide la visione di Adinolfi? Perchè?

[R.L.] Adinolfi ignora la realtà, come spesso capita ai giocatori di poker. Si legga le due relazioni della commissione antimafia, approvate all'unanimità, anche dal Partito Democratico. La criminalità organizzata inquina il gioco d'azzardo, a monte e a valle, sui territori e nell'indotto criminale, che si determina attorno ai luoghi del gioco, dove si spaccia anche la droga e proliferano gli usurai.

[G.A.] Quoto quanto da Lei scritto oggi su Twitter: “Nè il Parlamento, nè il Governo vogliono contrastare il gioco d'azzardo! Non resta che il referendum abrogativo.”

Crede realmente che proporre un referendum abrogativo a sei mesi dalla legalizzazione del casinò on line, mentre AAMS si prepara a diventare un’Agenzia e mentre la Commissione Europea analizza una bozza di regolamento per legalizzare anche il poker live nel Paese sia una strada realmente percorribile?

[R.L.] Combatto questa battaglia dal primo giorno, in cui sono entrato in commissione antimafia ed ho proposto la prima relazione sul gioco d'azzardo, tra la distratta indifferenza dei miei colleghi.

Poi la commissione ha approvato due relazioni ed ha chiesto al legislatore delle misure urgenti di tutela. Il Senato ha approvato le relazioni all'unanimità, ma i disegni di legge non vengono ancora calendarizzati.

Alla Camera non si è aperto neppure un dibattito sulle relazioni. In una recente intervista radiofonica ho manifestato il gravissimo timore che i signori del gioco controllino anche l'autonomia degli organi costituzionali.

Non mi resta, in caso di ulteriore inadempienza del Parlamento e del Governo, prima della fine della legislatura, che puntare sull'ipotesi di un referendum abrogativo.

Ipotesi che può apparire poco realistica, ma avverto nel Paese una rabbia popolare, che sta montando contro il gioco d'azzardo e che potrebbe presto trasformarla in realistica.

So bene quanti nemici avrei contro, ma le alternative potrebbero essere le dimissioni da senatore o iniziare uno sciopero della fame alla Pannella.

[G.A.] Onorevole Lauro, Lei siede in Senato nei banchi dell’ex maggioranza, la stessa di quell’ex-Ministro Brambilla che proponeva l’apertura di mini-casinò in punti strategici del Paese per combattere la crisi economica ed aiutare il turismo. Sarebbe riuscito a votare a favore?

[R.L.] Un emendamento presentato da alcuni senatori della maggioranza fu abbattuto da un mio intervento in Aula.

La proposta della Brambilla fu da me cannoneggiata con alcune dichiarazioni alla stampa e non mosse neppure i primi passi. Il turismo si alimenta della tutela dei beni culturali, di una mobilità efficiente sul territorio e della qualità, anche enogastronomica, dei servizi offerti ai clienti.

La scorciatoia del gioco d'azzardo ha rovinato intere località turistiche che sono oggi in mano ai colletti bianchi della criminalità economica e finanziaria.

Come vede non ho aspettato che la proposta arrivasse in Aula per decidere di non votarla.

Articolo di: Giovanni Angioni

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