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		<title>Notizie sui Casinò di CasinoTop10.it - Tutto sui casinò online</title>
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		<description>Scopri le ultime notizie dai casinò online con i nostri articoli quotidiani. Ti aggiorniamo su bonus, offerte, giochi e sicurezza. Una fonte unica per tutti i veri giocatori!</description>

		
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			<title>Che Settimana - Sanremo Regala 50mila Euro!</title>
			<link>http://casinotop10.it/che-settimana-sanremo-regala-50mila-euro</link>
			<description>&lt;p&gt;La fortuna gira e regala 50 mila euro al casino di Sanremo. Se le cose per le casa da gioco ligure non vanno benissimo, di sicuro a sorridere sono i giocatori. Quella appena trascorsa è stata una delle settimane più ricche, in fatto di vincite, alle slot machines.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt; In una settimana sono stati centrati ben 4 jackpot ciascuno di oltre 10 mila euro. Ad aprire il “tintinnio” è stato un giocatore “di casa”, un cinquantenne genovese che ha realizzato una scala reale a fiori alla macchina numero 1626.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt; L’uomo è stato seguito e superato da un giocatore di Imperia che ha sbancato la slot numero 10139 “Vampire’s Embrace portandosi a casa quasi 10 mila e 800 euro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Poi è stata la volta di due donne. La prima, di Alessandria, che era li per giocare con delle amiche ha incassato 10 mila euro dalla slot numero 2158: la curiosità era che si trovava li con un gruppo di amiche con cui hanno giocato ognuna a una macchina diversa per vedere chi avrebbe vinto di più. Lei ha scelto la slot più fortunata.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt; Ma  la vincita che ha superato tutti è di una donna di Milano, che era andata a giocare con il marito, che dalla slot 1058 Frog Prince ha portato via ben 21 mila 667 euro.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt; La settimana appena trascorsa non è stata una sette giorni qualunque. A Sanremo rimpiangono i tempi dell’Ept di un anno fa, ma l’appuntamento con il Pokerstars.it Ipt Gran Final Sanremo, oltre a regalare la gioia a quattro vincitori per un totale di 50 mila euro, tra l’altro tutti e quattro italiani, ha fatto tingere d’azzurro anche il torneo della Picca.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt; Mentre i quattro appassionati delle slot sbancavano le macchine, Davide Biscardi si è portato a casa, oltre al titolo, anche un assegno da 200 mila euro dopo aver superato altri sette players tra cui Scott Baumstein che era stato protagonista indiscusso dell’evento. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt; Adesso i riflettori sono puntati sul super jackpot: il bottino ha raggiunto quota 690 mila euro. C’è da chiedersi se le vincite di questa settimana lasceranno ancora in sospeso il superpremio, o se la dea Bendata continuerà a regalare cifre da capogiro ai giocatori del casino di Sanremo.&lt;/p&gt;</description>
			<pubDate>Sat, 12 May 2012 07:37:00 -0500</pubDate>
			
			
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			<title>SuperEnalotto: Si Marcia Verso i 100 Milioni!</title>
			<link>http://casinotop10.it/superenalotto-si-marcia-verso-i-100-milioni</link>
			<description>&lt;p&gt;Non si tratta del record, ma di questo passo, se nelle prossime estrazioni nessuno riuscisse a indovinare la combinazione vincente, si arriverà alla “tripla” cifra, ed a quel punto il jackpot si conquisterebbe di diritto un posto nella top five del concorso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il 6 continua dunque la sua fuga verso la vincita a tre cifre: se i prossimi concorsi confermassero la “latitanza” del primo premio, si tratterebbe della quinta volta nella storia che il 6 supera i cento milioni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il raggiungimento del “One hundred” coinciderebbe inoltre con il superamento in classifica del quinto premio più elevato nella storia del gioco, il 6 centrato a Catania il 23 ottobre  2008 con un sistema che regalò ai fortunati una cifra di poco inferiore ai centouno milioni di Euro.&lt;strong&gt;&lt;br/&gt;&lt;/strong&gt; &lt;br/&gt; L’ultima vittoria è stata centrata nel concorso numero 114: era giovedì 22 settembre del 2011. Sette mesi dopo, nel concorso numero 56 del 10 maggio ancora un nulla di fatto e per la prossima estrazione il jackpot per il “6″, dopo aver raggiunto la quota dei 65 milioni di euro, sale ben oltre la soglia dei 92,5 milioni di euro.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt; Nulla di fatto anche per il premio da assegnare per il “5+”; dopo l’ultima vincita, quella di sabato 21 aprile di quest’anno, a oggi nessun giocatore è riuscito ad indovinare i numeri, mentre 13 vincitori con “punti 5″ si aggiudicano 27.210,80 Euro a testa che, di certo, rappresentano comunque una cifra interessante, anche se lontanissima del goloso jackpot che sempre più giocatori abituali, e occasionali, tentano di acciuffare.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt; Anche le “stelle sembrano irraggiungibili da due mesi. Niente da fare anche per le quote Superstar: il primo premio del “5 stella” manca dal 6 marzo scorso, e a oggi non è stato centrato da alcun giocatore, mentre 2 vincitori con il “4 stella” si sono aggiudicati 28.236,00 euro che di questi tempi sono comunque una bella cifra.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt; In attesa del botto, rimane la consolazione. Quella di tutti i giorni, quelle vincite buone per saldare qualche conto in sospeso o concedersi un piccolo sfizio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ci pensano i premi minori: ai 208 vincitori con il “3 stella” vanno ciascuno poco meno di 1700 euro, mentre chi ha centrato il 4 al Superenalotto ha portato a casa poco più di 282 euro.&lt;/p&gt;</description>
			<pubDate>Fri, 11 May 2012 07:15:00 -0500</pubDate>
			
			
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			<title>Aprile a Sanremo: Ancora Non Ci Siamo</title>
			<link>http://casinotop10.it/aprile-a-sanremo-ancora-non-ci-siamo</link>
			<description>&lt;p&gt;La freccia rimane verso il basso per tutto il mondo del gioco. Il gettito del Lotto, lotterie e delle altre attività di gioco passa a 3,443 milioni di euro, vale a dire 135 milioni in meno nelle entrate totali. In percentuale la perdita si assesta sul 3,5 per cento.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt; E nel quadro generale anche la casa da gioco ligure sembra cadere senza paracadute. Le cifre sono impietose. E a rendere i dati ancora più negativi è il paragone con il 2011, anno in cui il casino di Sanremo aveva ospitato due grandi appuntamenti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; Ma non è sempre Pasqua, o meglio Ept: l’evento del tour europeo, si sa, fa la differenza, e lo fece ancora di più per la casa da gioco della città dei fiori in termini di presenze e di introiti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel 2011 il Casinò ha ospitato due tappe dell’European poker tour: la semifinale di aprile e la seconda tappa della nuova stagione ad ottobre, scelta autunnale che ha raccolto il plauso degli operatori turistici del comprensorio, lieti di poter contare su un considerevole numero di presenze   in un periodo di bassa stagione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un anno fa si viaggiava sull’entusiasmo per quell’incasso 1,5 milioni di euro che polverizzò ogni record. Salvo poi ritrovarsi 365 giorni dopo a fare i conti con un mercato in calo e senza grande evento.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt; La perdita, paragonando il primo quadrimestre di quest’anno e di un anno fa è del 20 per cento.&lt;br/&gt; Basta guardare aprile per rendersi conto del volo in picchiata: quasi due milioni di euro in meno. Si è scesi a 4 milioni e 800 mila euro registrando un pesante rosso del 27,46 per cento.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt; Addirittura hanno rischiato di vedere quasi dimezzati gli introiti derivanti dai giochi da tavolo: meno 47,41 per cento che in soldoni si è tradotto “solo” in un milione e 361 mila euro.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt; Non stanno meglio le slot machines, con un negativo del 15 per cento circa con il contatore che si è fermato a tre milioni e mezzo circa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non soprepnde quindi neanche il dato negativo degli ingressi: al casino di Sanremo, nei primi quattro mesi del 2012 sono entrate 7693 persone in meno rispetto a un anno fa. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt; Ma se è vero che una tappa dell’European Poker Tour cambia e di parecchio i conti alla fine del mese, è altrettanto vero che una casa da gioco non può aggrapparsi solo al grande evento.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E con questi numeri, ancora l’ennesima conferma che per il casino di Sanremo il piatto piange.&lt;/p&gt;</description>
			<pubDate>Fri, 11 May 2012 03:58:00 -0500</pubDate>
			
			
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			<title>Saint Vincent Si Prepara a Risorgere</title>
			<link>http://casinotop10.it/saint-vincent-si-prepara-a-risorgere</link>
			<description>&lt;p&gt;Prosegue secondo i programmi il cantiere che nel 2013 darà la luce al Saint Vincent Resort &amp;amp; Casino: dalle “ceneri” del secolare Grand Hotel Billia, aperto nel 1908 sorgerà il più grande ed elegante polo congressuale d’Europa.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt; Il super complesso includerà un casinò, due hotel (uno a quattro stelle e uno a cinque), cinque ristoranti, un grande centro congressi e una moderna spa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il nuovo polo valdostano sarà presentato ufficialmente a Roma da Luca Frigerio, amministratore unico di CAVA Spa (Casino de la Vallée), la società della Regione Valle d’Aosta e del Comune di Saint Vincent che ne detiene la proprietà.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt; Il progetto prevede un investimento del valore di 70 milioni di euro, interamente autofinanziato, e diverse fasi di intervento.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Già in due mesi, precisamente il 15 luglio 2012, sarà inaugurato il Parc Hotel Billia - un nuovo albergo a quattro stelle che sorgerà accanto allo storico Grand Hotel Billia, portando il totale delle camere messe a disposizione delle due strutture ad un totale di 199 camere. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel 2013 il Grand Hotel Billia sarà trasformato in albergo a cinque stelle e dall’autunno disporrà anche di una spa di 1.600 metri quadrati.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per ottobre 2012 sarà invece pronto il centro congressi, mentre il casinò sarà rinnovato entro febbraio 2013, ma continuerà a essere operativo anche durante i lavori di ampliamento.&lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;&lt;strong&gt;Il paradiso dei fumatori&lt;/strong&gt;&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;Ma sarà il mese prossimo il mese chiave dei lavori. A giugno ci sarà la fase più delicata perché si entrerà in azione nelle sale da gioco quando queste saranno aperte.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt; Curiosità per i fumatori. Secondo l’Amministratore Frigerio il calo del fatturato compreso tra il 20 e il 30 per cento è da imputare anche alle leggi antifumo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ecco così che nella nuova struttura ci sarà una terrazza riscaldata artificialmente sempre aperta per tutto l’anno in cui i giocatori potranno fumare con tranquillità senza interrompere né rinunciare al gioco. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt; Due dei cinque nuovi ristoranti, Gaya e Brasserie du Casino, sono già stati inaugurati nel 2011 insieme alla nuovissima Poker Room e alla sala giochi di 1700 metri quadri per le slot machine chiamata Evolution, con ingresso indipendente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“L’obiettivo – spiega l’architetto Lissoni –  è di far vivere un’esperienza unica a clienti e turisti senza soluzione di continuità fra bellezza, intrattenimento e benessere. Valorizzeremo il patrimonio architettonico esistente, armonizzando la tipicità locale con elementi legati ad atmosfere lontane.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“La storia prestigiosa del Grand Hôtel Billia dialogherà con la modernità e con la tradizione  degli artigiani della pietra, del metallo e del legno, con ampio utilizzo di vetrate per effetti spettacolari.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“Si tratta di un lavoro difficile proprio per la conformazione del Billia e del Casino, costruiti e poi rivisti in epoche diverse. Alla fine, si dovrà percepire una generale armonia”.&lt;strong&gt;&lt;br/&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;&lt;strong&gt; Non solo struttura: si rinnova anche il personale&lt;/strong&gt;&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;Gli investimenti al Casino di Saint Vincent puntano anche sulle risorse umane.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La politica è quella di una formazione continua, che sarà quindi operativa ed efficiente alla conclusione dei lavori: nel 2011, con poco più di 800 addetti totali, sono state erogate oltre 11 mila ore di formazione, vale a dire una media di quasi 14 ore di investimento pro-capite.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Si tratta di uno sforzo notevole realizzato in parte con risorse proprie, in parte attingendo ai fondi FSE e For.Te. Il 2012 vedrà operanti le prime realizzazioni del 'Saint-Vincent Resort &amp;amp; Casino, per il cui successo la formazione del personale è essenziale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per tale ragione, accanto all'addestramento tecnico-professionale e quello rivolto alle esigenze di tutela della salute dei lavoratori, nel corso del 2012 sarà svolto un intenso programma di formazione manageriale, che vede coinvolti circa 70 capi intermedi, sia appartenenti all'unità servizi alberghieri che appartenenti all'area dei giochi lavorati, per un totale di oltre 2800 ore.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt; Insomma, nonostante manchi ancora l’inaugurazione, il “nuovo” Saint Vincent si annuncia già come un vero e proprio fiore all’occhiello per Valle d’Aosta e forse anche per il  resto d’Europa.&lt;/p&gt;</description>
			<pubDate>Thu, 10 May 2012 06:53:00 -0500</pubDate>
			
			
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			<title>Dai Diamanti ai Casinò: le Strane Idee della Lega Nord</title>
			<link>http://casinotop10.it/dai-diamanti-ai-casino-le-strane-idee-della-lega-nord</link>
			<description>&lt;p&gt;Un azzardo, è proprio il caso di dirlo, ma è di gioco, che si tratta. Perché Giacomo Stucchi, Nunziante Consiglio e Pierguido Vanalli, tutti esponenti “verdi” hanno presentato un’interrogazione parlamentare direttamente al presidente del Consiglio Mario Monti puntando sulla necessità di aprire nuovi casino.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Niente di nuovo, sembrerebbe, in scia a tante proposte e interrogazioni passate in questi anni al vaglio del Parlamento, così come anche l’esito della proposta dovrebbe seguire la tendenza, cioè il rifiuto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La novità sta forse nell’argomentazione, il sorriso, nasce proprio dal partito di cui i tre sono portacolori: “Con i casino per uscire dalla crisi, soprattutto in quelle zone o in certi paesi in cui il turismo non è un settore trainante”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Detta così, vista la situazione drammatica dello Stivale le case da gioco dovrebbero sorgere come funghi, e se proprio vogliamo andare a sbirciare, neanche tanto a fondo, nei programmi e nelle idee padane, verrebbe da pensare che l’idea sia più plausibile per il sud dell’Italia piuttosto che per il “verde” nord.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La richiesta leghista non è una novità, anzi si inserisce in un discorso europeo che ha visto altri paesi dell’unione aprire nuovi &lt;strong&gt;casino&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;terrestri in zone in cui il turismo non sia proprio la risorsa principale.  L’esempio portato dai tre del partito di Bossi è quello di San Pellegrino Terme.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un caso, come tanti in Italia, di un paese che potrebbe uscire dalla crisi che ha investito oltre il turismo anche l’industri a l’artigianato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ecco qui il fulcro dell’interrogazione: “ Le singole regioni, dovrebbero possedere la facoltà di poter aprire nuove sale da gioco in centri strategici”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;&lt;strong&gt;Un vecchio pallino del precedente governo&lt;/strong&gt;&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;La proposta riporta alla mente il “decreto legge per il sostegno al Turismo”, firmato un paio d’anni fa da Michela Vittoria Brambilla.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;All’epoca si parlava di dare la possibilità agli hotel a cinque stelle di aprire piccoli casino: idea accolta bene in sede Ue.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Molto critica l’opinione pubblica ma l’elenco toccò quota 40 capoluoghi di provincia pronti a sposare l’idea proponendo strutture che non avrebbero avuto nulla da invidiare al Lido di Venezia, Sanremo, Campione d’Italia, Saint Vincent.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Esempi come l’ex teatro cinema Margherita di Bari: insite sul Lungomare, sovrasta un esclusivo club velico ed è facilmente raggiungibile. Stesso discorso per Napoli, dove la dimora borbonica “Reggia di Quisisana”, dopo un restauro durato 8 anni e costato 20 milioni di euro, attenderebbe un lussuoso casino.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Stesso discorso a Capri, dove sarebbe stata individuata la sede in Villa Fizzarotti, storica dimora privata donata al comune. E all’elenco si aggiungono anche Sorrento, Lecce, Pescara, Palermo, Taormina, Porto San Giorgio (nelle Marche), Massa Carrara. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt; Stando a queste proposte di legge sarebbe una pioggia di milioni di euro per Regioni e comuni:&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;&lt;li&gt;la ripartizione dei proventi da destinare per il 50 per cento al Comune sede di casa da gioco con vincolo di destinazione alla riduzione delle imposte a carico dei cittadini, al finanziamento di opere pubbliche;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt; il 25 per cento dei proventi andrebbe alla Regione dove ha sede la casa da gioco, per il finanziamento delle Aziende di promozione turistica (ai sensi della legge 17 maggio 1983 n. 217 e successive modifiche e integrazioni);&lt;/li&gt;
&lt;li&gt; Il 25 per cento al bilancio dello Stato, per il potenziamento degli organici di Carabinieri, Polizia di Stato e Guardia di Finanza.&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;&lt;h3&gt;&lt;strong&gt;Ma FederConsumatori Non Vuole Trattare&lt;/strong&gt;&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;Ma lo spauracchio è sempre lo stesso. È fu riassunto in una dichiarazione di Federconsumatori: “Dio ce ne scampi e liberi della proposta del ministro Brambilla.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La nostra società sta già soffrendo per il gioco clandestino e non, una spesa di oltre cento miliardi che impoverisce ed inganna le famiglie italiane a beneficio di tasse, rendite e lauti guadagni per le organizzazioni malavitose.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Perciò, invece di fare proposte da vera e proprio regressione sociale e culturale del nostro Paese, si mettano in campo concrete iniziative per rilanciare un turismo in preda ad una grave crisi, sia di flussi nazionali che internazionali”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Secondo invece la proposta dei tre leghisti, Stucchi, Consiglio e Vanalli, l’Italia non farebbe altro che adeguarsi alla politica già intrapresa da altri paesi che ne hanno tratto notevoli benefici.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In più, e qui sta la stoccata finale, si metterebbe fine all’esclusività dei quattro casino storici italiani andando invece a distribuire case da gioco, proventi e quindi denari su tutta la società e non solo su pochi che se ne approfittano.&lt;/p&gt;</description>
			<pubDate>Wed, 09 May 2012 10:43:00 -0500</pubDate>
			
			
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			<title>Casinò di Venezia: Quello che Ravà Non Dice</title>
			<link>http://casinotop10.it/casino-di-venezia-quello-che-rava-non-dice</link>
			<description>&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Mentre una parte dell’Italia ha scelto di usare le ultime elezioni (anche) per manifestare il proprio scetticismo davanti all’idea di esser condotta fuori dalla crisi economica da un governo di tecnici, il casinò di Venezia sembra intenzionato ad affidarsi all’opera di un super esperto per provare a trovare una ricetta che garantisca il risanamento dei conti della sala da gioco.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;È notizia di oggi, infatti, che il CdA del Casinò di Venezia abbia deciso di provare ad investire nell’aggiunta di uno slot manager qualificato al fine di riuscire a risollevare le proprie finanze rilanciando al meglio uno dei settori che sembrano aver perso più appeal nel corso degli ultimi mesi: quello delle slot machine, appunto.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Nonostante il settore delle macchinette fosse stato ultimamente trascurato da scelte di management aziendale che avevano deciso di privilegiare altri giochi potenzialmente più redditizi, l’ultima riunione presieduta dall’Amministratore Delegato del casinò veneziano Vittorio Ravà ha scelto di provare una rapida inversione di tendenza ora che i conti si sono rivelati come molto meno felici di quanto non si fosse immaginato in passato.&lt;/p&gt;
&lt;h3 style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Chi è uno “Slot Manager”&lt;/strong&gt;&lt;/h3&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Figura chiave nell’ottica di un’efficiente modernizzazione delle sale da gioco live, lo slot manager è per definizione il “tecnico” indispensabile per riuscire ad coniugare al meglio le esigenze dei giocatori di slots con le reali potenzialità delle macchinette presenti nei casinò.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Veri e propri “colletti bianchi” delle slot machine, gli slot manager sono generalmente i responsabili ultimi di tutto quanto accade intorno alle macchinette, partendo dal loro posizionamento all’interno delle sale da gioco per arrivare fino alle performance finanziare di ciascuna delle slot messe a disposizione dei giocatori.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;È dunque ad una simile figura che sembra essere appeso il destino dei casino veneziani Ca’Vendramin e Ca’Noghera – entrambi determinati a fare un passo indietro nelle proprie politiche gestionali e tornare al passato cercando di riuscire a sfruttare in maniera ancora più efficace le enormi potenzialità del proprio parco slots.&lt;/p&gt;
&lt;h3 style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;strong&gt;L’illusione che nasconde il caos aziendale&lt;/strong&gt;&lt;/h3&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Se da una parte la scelta presa dal CdA sembra allo stesso tempo un atto di responsabilità e di incapacità – in fondo, l’idea che le competenze necessarie per i lavori difficili siano sempre da ricercare fuori dai consigli di amministrazione è una di quelle cose che fanno venire la pelle d’oca – c’è senza dubbio dell’altro che non è possibile fingere di ignorare.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Interrogato in maniera piuttosto precisa sul futuro del casinò di Venezia proprio dal nostro sito, l’AD Ravà aveva assicurato di aver pronte delle misure esattamente opposte a quelle votate nel corso dell’ultima seduta e prontamente riportate questa mattina dalle pagine del Corriere del Veneto.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Soltanto l’8 febbraio scorso, lo stesso Vittorio Ravà aveva dichiarato nel corso &lt;a href=&quot;http://casinotop10.it/intervista-vittorio-rava-casino-venezia&quot;&gt;di questa intervista esclusiva&lt;/a&gt; pubblicata su queste pagine , che “(…) &lt;em&gt;I casino devo tornare a essere casino e non delle sale giochi. Il rilancio passa per i tavoli, mentre le slot machines sono state solo un’illusione momentanea. “ &lt;/em&gt;Arrivando anche a convincerci della sua determinazione grazie all’efficace aggiunta di questo passaggio secondo cui “(… )&lt;em&gt;le macchine non sono il core business dei  casinò,  si trattava solo di una tendenza passeggera (…)”. &lt;br/&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Se letto nell’ottica di queste parole – della cui autenticità siamo assolutamente testimoni diretti – il verdetto dell’ultimo Consiglio d’Amministrazione potrebbe rappresentare un perfetto fermo immagine di una situazione mal gestita all’interno della quale il massimo rappresentante di un’importante società può permettersi di andare in giro a vendere ricette di risanamento che poi egli stesso sconfessa a distanza di neppure poche settimane.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;A voler esser maliziosi ed usare una chiave di lettura un po’più disincantata, quello che sembra lecito domandarsi oggi è quale possa essere il reale ruolo del signor Ravà all’interno di un Consiglio d’Amministrazione che sembra curarsi talmente poco delle parole del suo amministratore delegato al punto da lasciarlo andare in giro per il Paese a progettare ricette e risanamenti che non hanno neppure l’ombra di un progetto alle spalle.&lt;/p&gt;
&lt;h3 style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;strong&gt;“Non esiste una sola soluzione a tutti i problemi” &lt;br/&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/h3&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Sempre nel corso della stessa intervista, il signor Ravà dichiarava in maniera più che convinta che la salvezza dei conti delle case da gioco veneziane dovesse necessariamente passare attraverso &lt;em&gt;una serie&lt;/em&gt; di interventi e non potesse esser vista come il diretto risultato di un unico cambiamento di direzione nella politica di gestione della società.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Dichiarandosi convinto dell’inesistenza di decisioni puramente tecniche, aggiungeva anche che ciò che più avrebbe potuto aiutare la ripresa era l’imitazione del modello americano e di tutti quei piccoli accorgimenti che nel corso degli anni hanno portato l’industria del gioco americana ad essere in grado di sopravvivere anche alle congiunture economiche più difficili.&lt;strong&gt; &lt;br/&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Un punto di vista senza dubbio interessante e che, se implementato nel migliore dei modi possibili, potrebbe probabilmente aiutare moltissimo a sviluppare in maniera più intelligente e sostenibile sia il settore del gioco che quello del suo indotto – turismo di settore in primis.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ma è proprio la proposta di adozione del modello americano che ci fa venire qualche dubbio molto pesante sulla reale volontà da parte del Casinò di Venezia di lanciarsi verso un futuro che potrebbe non essere più tanto indulgente con chi sbaglia.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Perché, e qui sarebbe interessante ascoltare nuovamente il punto di vista del signor Ravà, noi non siamo poi tanto sicuri che il modello americano possa davvero tollerare alla testa di un gruppo qualcuno chiamato a risanare dei conti che mostra di avere delle idee tanto confuse quanto le sue.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Perché, alla fine, lo slot manager potrebbe non essere l’unico “tecnico” necessario per il futuro del Casinò di Venezia.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;em&gt;Giovanni Angioni&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt; &lt;/p&gt;</description>
			<pubDate>Tue, 08 May 2012 07:40:00 -0500</pubDate>
			
			
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			<title>Non c’è Pace per Macao: Altri 2 Miliardi di Investimenti</title>
			<link>http://casinotop10.it/non-c-e-pace-per-macao-altri-2-miliardi-di-investimenti</link>
			<description>&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Intervenendo nel corso di una conferenza stampa lo scorso giovedì, l’operatore Galaxy Entertainment ha annunciato un piano di investimenti per 16 miliardi di Dollari di Hong Kong per dare il via alla seconda fase del suo resort di Macao.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Società asiatiche legate al mondo del casino cresciute “in casa” come la Galaxy stanno cominciando a fare davvero sul serio in quel di Macao – destinazione privilegiata per il mondo del gioco nella quale si fronteggiano con giganti internazionali come il Las Vegas Sands ed il Wynn Resorts.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il gruppo Galaxy, controllato da Lui Che Woo – uomo d’affari di Hong Kong legato all’edilizia – ha spiegato di voler concludere l’operazione da 2.1 miliardi di dollari (questa volta americani) entro il 2015, una data che renderebbe questa sala in grado di anticipare la “prossima” apertura dei progetti per Macao targati Stati Uniti  che incudono il Wynn Macau e l’MGM China.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;La notizia è arrivata a solo due settimane di distanza dall’annuncio della Sands China – unità operativa a Macao di Sheldon Adelson, dell’apertura del Sands Cotai Central Casino situato a poca distanza dai terreni di proprietà della Galaxy.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Forte del più grande appezzamento di terreno disponibile sull’ambitissima Cotai Strip, il casino della Galaxy che oggi lotta per accaparrarsi una sempre più importante fetta del mercato del gioco di Macao si prepara dunque a vedersi raddoppiare nel corso di soli tre anni.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;La Galaxy, che ha una capitalizzazione di circa 12 miliardi di dollari, sta infatti programmando di riuscire a proporre numeri da vero capogiro che includono 500 tavoli da gioco ed oltre 1.000 slot machine – tutte sotto lo stesso tetto.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Un portavoce della società, Francis Lui, ha dichiarato che la compagnia non ha ancora raggiunto un accordo formale con il governo di Macao riguardo al numero di tavoli ma si è detto certo che la realizzazione della “fase due” della sala esistente porterà numeri ancora più positivi per la società.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Lui Che Woo, presidente della società, ha anche rispedito al mittente le paure di chi crede che il suo maxi progetto possa essere reso più complicato del previsto dalla mancanza della forza lavoro necessaria per realizzarlo spiegando che “nei prossimi anni la forza lavoro sarà decisamente abbondante visto che tra il 2012 ed il 2013 non sono previste grandi opere simili a questa”.&lt;/p&gt;</description>
			<pubDate>Thu, 03 May 2012 04:09:00 -0500</pubDate>
			
			
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			<title>Casino di Venezia, tra privatizzazione e futuro</title>
			<link>http://casinotop10.it/casino-di-venezia-tra-privatizzazione-e-futuro</link>
			<description>&lt;p&gt;Alle prese con una crisi che dura ormai da un paio d'anni, con la concorrenza delle altre sale da gioco che si fa sempre più pressante (il Casino di Campione d'Italia, per la prima volta in trent'anni, ha guadagnato più di quello veneto nel mese di marzo) e una situazione interna decisamente difficile, il futuro di Ca' Farsetti è più che incerto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Lunedì è stata ufficializzato il primo passo che porterà verso la privatizzazione del Casino di Venezia. Il consiglio comunale, capeggiato dal sindaco Giorgio Orsoni, ha votato a maggioranza, anche se non sono mancate polemiche e fasi di tensione. La seduta è stata sospesa nella giornata di venerdì, per via delle proteste dei sindacati, i quali sono riusciti a inserire qualche provvedimento nella delibera di inizio settimana.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In sintesi, la società che gestiva il Casino di Venezia si è divisa in due: Cmv Spa e Cmv Gioco. La prima manterrà il patrimonio, immobili inclusi, ma si farà carico dei debiti (una sorta di bad company, come va molto di moda ultimamente); la seconda, invece, si occuperà di tutto ciò che concerne i giochi e che aprirà le porte all'ingresso di soci privati.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da qualche mese circolavano voci che volevano tre importanti gruppi interessati ad entrare nel mercato italiano, acquistando quote del Casino di Venezia: Caesars Entertainment, Dominique Desseigne Barriere e una cordata di imprenditori russi. Ma ieri è arrivata la notizia che la Caesars ha deciso di tirarsi indietro, probabilmente non convinta dalla riorganizzazione della sala da gioco, e da alcuni vincoli che i sindacati sono riusciti a imporre (soprattutto per il bene dei dipendenti).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Rimarrebbero dunque i francesi di Barriere e questi fantomatici investitori russi, di cui però si sa (e si parla) ben poco. Quel che è certo, al momento, è che divisa in due la società che gestiva il Casino di Venezia, il piano di investimenti è pronto per essere sviluppato, e dovrebbe essere presentato al pubblico entro l'estate. Ma il futuro, quello, rimane ancora piuttosto incerto.&lt;/p&gt;</description>
			<pubDate>Fri, 27 Apr 2012 02:00:00 -0500</pubDate>
			
			
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			<title>Casino, il futuro è l&#39;Asia</title>
			<link>http://casinotop10.it/casino-il-futuro-e-l-asia</link>
			<description>&lt;p&gt;Oggi, invece, le sale da gioco terrestri della Strip stanno lentamente cercando di riprendere quel volume d'affari perso nell'ultimo biennio, mentre dall'altra parte del mondo c'è una sorta di El Dorado che non sembra conoscere limiti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La Cina è una delle potenze emergenti. Non è un caso, dunque, se l'unico territorio cinese in cui il gioco d'azzardo è legalizzato, Macao, è diventato rapidamente un colosso del gambling da quasi 34 miliardi di dollari l'anno. Tanto per fare un confronto, parliamo di cinque volte il volume d'affari generato dai casino della Strip di Las Vegas nel 2011.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E non è un caso se Sheldon Adelson, magnate della Las Vegas Sands, sta cominciando a espandersi proprio in Asia, con un occhio anche all'Europa. In Spagna il suo progetto di EuroVegas è conteso dalle regioni di Madrid e Barcellona, mentre in Asia sta tenendo d'occhio nuovi potenziali mercati come le Filippine, il Vietnam, la Corea e il Giappone. In particolare sono le Filippine il paese che pare più propenso ad aprirsi al gambling terrestre, anche se tecnicamente tale attività è legale già da parecchio (ma è rimasta &quot;inoperosa&quot;, a causa dell'estrema povertà e del tasso di criminalità).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Eppure, secondo gli esperti, se le Filippine dovessero accogliere anche soltanto tre grandi resort targati Las Vegas Sands, il volume d'affari del gioco d'azzardo potrebbe più che raddoppiare nel giro di qualche anno, passando dagli 1,3 miliardi di dollari del 2011, ai 3 miliardi di dollari nel 2015.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel frattempo, le Isole Fiji hanno già deciso di aprire il primo casino terrestre della loro storia. Tanto per capire la portata di questo mercato, il primo ministro Frank Bainimarama ha dichiarato che il nuovo casino diventerà la prima fonte di reddito per il Paese. Si chiamerà Denarau (nomen omen) e potrà ospitare anche eventi e congressi, sin dal momento della sua apertura, che avverrà nell'ottobre del 2013.&lt;/p&gt;</description>
			<pubDate>Thu, 26 Apr 2012 04:00:00 -0500</pubDate>
			
			
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			<title>Inarrestabile Asia: Ora Tocca alle Filippine</title>
			<link>http://casinotop10.it/inarrestabile-asia-ora-tocca-alle-filippine</link>
			<description>&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Tra 12 mesi aprirà un quadrilatero del gioco destinato a rendere quasi il doppio di Las Vegas: scoprite i nomi che ci sono dietro.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Nel corso degli ultimi dieci anni, Macao ha quasi monopolizzato l’attenzione dell’industria del gioco ma, arrivando ora al termine di un lungo cammino durato quasi 30 anni, le Filippine sembrano essere destinate a dare del forte filo da torcere all’ex colonia portoghese.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;L’anno prossimo, infatti, dovrebbe finalmente arrivare la fine dei lavori che porteranno all’apertura di un nuovissimo mega complesso dedicato al gioco ed al turismo di settore composto da quattro mega casinò che (queste sono le speranze) dovrebbero riuscire a portare nelle Filippine un numero considerevole di amanti del gioco di casa in Asia.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Una volta partita la nuova avventura, si stima che l’industria del gioco delle Filippine possa generare qualcosa come 10 miliardi di dollari ogni anno – il che, se fosse vero, non consentirebbe al Paese di superare Macao (33.5 miliardi) ma determinerebbe un importantissimo sorpasso ai danni della blasonata Las Vegas che, almeno nel 2011, ha fatto registrare entrate per 6.5 miliardi di dollari.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;I quattro casinò sorgeranno nella città dell’intrattenimento filippino Bagong Nayong e vedranno i più ricchi imprenditori del continente asiatico fronteggiarsi l’uno contro l’altro a colpi di attrazioni che hanno richiesto un investimento complessivo si circa 5 milardi di dollari.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Le licenze per l’apertura delle sale da gioco sono andate al miliardario locale e padrone del Bloomberry Resorts Enrique Razon Jr., al SM Consortium di proprietà dell’uomo più ricco del Paese Henry Sy, al miliardario giapponese Kazuo Okada ed alla Resorts World Bayshore, una cooperazione tra il Genting Group malese controllato dalla famiglia del miliardario Lim Kim Hua, e l’Alliance Global Group, un gigante alimentare filippino di proprietà del magnate locale Andrew Tan.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;I due progetti più importanti (almeno quanto ad estensione) sono quelli del gruppo Okada e del Resorts World che parteciperanno ad un complesso totale composto da oltre 5.000 camere, 5.400 slot machine ed 800 tavoli da gioco.&lt;/p&gt;</description>
			<pubDate>Mon, 23 Apr 2012 04:42:00 -0500</pubDate>
			
			
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