Pubblicità e gioco d'azzardo: in Italia arriva il proibizionismo?

Pubblicità e gioco d'azzardo: in Italia arriva il proibizionismo?

24 nov 2015 | 03:54 Editor: Invernizzi, Lorenzo

Dalle lotterie ai casinò online, quando si parla di gioco d'azzardo l'aspetto della comunicazione e della pubblicità diventa cruciale, così come quello delle normative che regolamentano questa attività.

Maggiorenne ma non troppo

In Gran Bretagna, per esempio, per ricoprire un “ruolo significativo” in una pubblicità sul gioco d'azzardo occorre aver compiuto 25 anni. La violazione di questa norma porta l'Advertising Standards Authority (ASA) a inibire la diffusione della reclame in oggetto, com'è successo negli ultimi giorni con Ladbrokes. L'agenzia di scommesse britannica aveva diffuso una mail promozionale nella quale compariva Memphis Depay, calciatore 21enne in forza al Manchester United. In quanto minore di 25 anni, spiega l'ASA, Depay avrebbe potuto comparire per esempio in un banner pubblicitario sul sito di Ladbrokes, visto da un numero minore di utenti, ma non in una mail, che può essere letta da chiunque. I manager di Ladbrokes, diffidati dal diffondere ulteriormente la mail “pietra dello scandalo”, hanno fatto subito ammenda scusandosi per questa infelice scelta di marketing.

Arriva il proibizionismo?

GINATO FEDERICO2Ma se Atene piange, Sparta non ride. In questi giorni nel nostro Paese si sta infatti discutendo della possibilità di proibire in toto la pubblicità dei giochi d'azzardo. All'inizio di novembre Federico Ginato (Pd) è stato nominato relatore alla Camera di tre proposte di legge che contemplano il divieto assoluto di propaganda pubblicitaria dei giochi che prevedono vincite in denaro.

Le proposte sono state presentate dai deputati Lorenzo Basso (Pd), Walter Rizzetto (Gruppo Misto) e Matteo Mantero (Movimento 5 Stelle) e incardinate in Commissione Finanze presso la Camera. A cinque giorni di distanza dal suo incardinamento, la proposta di Basso è stata scelta dal relatore Ginato come testo base e adottata dalla VI Commissione Finanze della Camera.

Un taglio netto

Secondo le previsioni di Ginato che si dichiara ottimista a riguardo, entro qualche settimana potrebbe essere approvata dalla Commissione. Riporta la proposta di legge: “E' vietata qualsiasi forma, diretta o indiretta, di propaganda pubblicitaria, di comunicazione commerciale, di sponsorizzazione e di promozione di marchi o prodotti di giochi con vincite in denaro, offerti in reti di raccolta fisiche od online”.Per i trasgressori è prevista una sanzione variabile tra i 50mila euro e i 500mila euro.

Ce n'è per tutti

“La sanzione – riporta il testo della proposta – è irrogata al soggetto che commissiona la propaganda pubblicitaria, al soggetto che l'effettua, nonché al proprietario del mezzo con il quale essa è diffusa”. Sempre negli ultimi giorni il vicepresidente della Camera dei Deputati Luigi Di Maio ha lanciato un appello a sportivi come Francesco Totti a non prestare la loro immagine per reclamizzare il gioco d'azzardo.

Qualcuno storce il naso

La proposta di legge per vietare la pubblicità sul gioco d'azzardo comprensibilmente non ha suscitato l'entusiasmo degli addetti ai lavori come Matteo Marini, amministratore delegato del gruppo Admiral Gaming Network. Il manager, intervenuto lo scorso giovedì 12 novembre durante un convegno organizzato dalla sua azienda, ha riferito che misure come questa nascono dall'ignoranza dei dati reali, secondo i quali in Italia ci sarebbero 20 milioni di giocatori non problematici.

Tournée benefica

Il gruppo Admiral ha inoltre annunciato l'avvio di una campagna in collaborazione con l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e il Miur. L'iniziativa si chiama “GiocoSo 2016” e ha lo scopo di far conoscere il rischio del gioco nelle scuole. Nell'ambito di “GiocoSo” sono previsti anche un tour e uno spettacolo teatrale.

admiral

Milano si mobilita

Sempre sul fronte della prevenzione, anche Comune di Milano e Regione Lombardia hanno reso noti l'istituzione di una linea telefonica dedicata e il lancio di iniziative di informazione e di una app che consente di individuare servizi e centri d'ascolto presenti sul territorio.

Terapia online

La federazione degli operatori che si occupano di dipendenze (Federserd) ha invece messo a punto negli ultimi due anni un progetto di terapia online attraverso il sito giocoresponsabile.it. L'iniziativa è realizzata con la collaborazione degli stessi operatori come Lottomatica, Sisal, Codere, gruppo Admiral, Cirsa e l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Su 1039 persone registrate nell'apposita sezione del sito, spiega l'agenzia di stampa Redattore Sociale, solo 226 hanno preso un appuntamento per il primo colloquio telefonico. “Di questi – riporta l'agenzia di stampa – il 50 per cento ha abbandonato il percorso dopo cinque colloqui. Degli altri, 39 hanno completato il trattamento con successo nel giro di cinque o sei mesi (ossia non giocano più d'azzardo). Tre di loro hanno avuto una ricaduta”. L'iniziativa, ha spiegato il vicepresidente di Federserd Maurizio Fea a Redattore Sociale, “costituisce una nuova possibilità di intercettare persone che magari non si rivolgerebbero mai a un servizio territoriale”.

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Autore per Casinotop10.it

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