Le primi slot: Charles Frey, la Liberty Bell e i “trade stimulator”

Le primi slot: Charles Frey, la Liberty Bell e i “trade stimulator”

29 dic 2014 | 11:29 Editor: Invernizzi, Lorenzo

Ricordate le vecchie slot azionate da una leva laterale? Da questo antico modello trae origine la fantasiosa espressione “one arm bandits” (dall’inglese “bandito con un solo braccio”), utilizzata per definirle.

Anche all’epoca evidentemente c’era qualcuno che prendeva troppo sul serio questo gioco mettendo a repentaglio le sue finanze. Ancora oggi esistono modelli  vi sono modelli che in aggiunta ai pulsanti dispongono di questa leva. “One arm bandit” è anche il titolo del quinto album registrato in studio del gruppo jazz norvegese Jaga Jazzist.

Banditi con tante braccia

All’opposto, un giocatore che cerca di guadagnare il più possibile alle slot giocando contemporaneamente su più macchine è chiamato “multi-armed bandit” (bandito con tante braccia). L’espressione “slot machine” trae origine da“slot”, parola che in inglese definisce la fessura nella quale si inseriscono le monete. Gli inglesi chiamano questi apparecchi “fruit machine” per le classiche immagini di frutti che compaiono sui rulli.

Videopoker ante litteram

Sittman and Pit card machineUn precursore delle slot fu realizzato nel 1891 dalla società Sittman and Pit di Brooklyn (New York). La macchina disponeva di cinque cilindri raffiguranti 50 figure del mazzo da poker e divenne presto molto popolare nei bar della città. I punti che si potevano totalizzare erano gli stessi previsti nel gioco del poker. La macchina veniva azionata per mezzo di una leva dopo aver inserito la moneta nell’apposita fessura, ma non disponeva ancora di meccanismi automatici di pagamento delle vincite, a causa anche delle numerose combinazioni previste nel gioco del poker. Così, una coppia di re poteva dare diritto a una birra gratis, una scala reale a sigari e bevande, a seconda dei premi che il locale metteva a disposizione. Poteva capitare che i gestori dei bar “rielaborassero” i cilindri a loro favore. Spesso venivano tolti il 10 di picche o il fante di cuori, dimezzando le probabilità di totalizzare una scala reale.

Un meccanico d’auto inventa la slot

Al 1887 (ma potrebbe essere anche il 1895) viene fatto risalire il primo modello di slot vero e proprio inventato da Charles Frey (1862-1944), meccanico d’auto di San Francisco (California). Il modello disponeva di un meccanismo automatico più semplice rispetto a quello della Sittman and Pit, con tre cilindri rotanti sui quali erano raffigurati alcuni simboli (i tre semi quadri, picche e cuori, un ferro di cavallo, una stella e una Liberty Bell, che presentava una crepa come l’originale). Nonostante nel corso dei decenni siano state apportate numerose migliorie, le slot che vengono prodotte oggi riprendono ancora il modello a tre rulli di Frey.

La Campana della Libertà

Liberty bell slot machine by Charles FreyLa “vera” Liberty Bell (Campana della Libertà) che diede il nome alla slot di Frey, è considerata il simbolo della Rivoluzione americana: venne suonata l’8 luglio del 1776 durante la lettura della Dichiarazione di Indipendenza.  Attualmente è custodita a Filadelfia, in Pennsylvania, all’interno del Liberty Bell Center, che a sua volta si trova nell’Independence National Historical Park. La storica campana venne commissionata nel 1752 dalla compagnia londinese Lester and Pack, oggi divenuta Whitechapel Bell Foundry, e reca un passo del Levitico, uno dei libri più antichi della Bibbia, il quale dice “Proclama la libertà su tutta la terra a tutti i suoi abitanti”. Si ruppe la prima volta che venne suonata dopo il suo arrivo a Filadelfia, generando la celebre crepa ancora presente sul manufatto, e fu rifusa due volte dalla maestranze locali. Secondo un aneddoto sarebbe stata suonata da un vecchio campanaro il 4 luglio del 1776 dopo il voto del Secondo Congresso Continentale per l’Indipendenza.

La slot di Frey

Tornando a parlare del gioco di Frey, la comparsa di tre simboli uguali dava diritto a un premio. Il payout più alto, costituito da 10 nichelini (50 cent) veniva erogato con le tre Liberty Bell. Due ferri di cavallo davano diritto a 5 cents, mentre due ferri di cavallo e una stella a 10 centesimi. Con tre simboli picche si vincevano 20 centesimi e con tre quadri 30 centesimi. Dopo pochi anni in California venne vietato l’utilizzo delle slot Liberty Bell: ciononostante, Frey non riusciva a soddisfare completamente le richieste di slot provenienti dagli altri Paesi. Il modello venne copiato da diverse aziende (nel 1907 la Herbert Mills di Chicago produsse la Operator Bell). All’inizio del ‘900 numerose Bell Machine vennero installate all’interno di negozi di sigari, saloon, locali da bowling, case di tolleranza e negozi da barbiere.

 Se sei fortunato vinci le cicche

Trade stimulatorAlla fine dell’800 divennero molto popolari nei saloon degli Stati Uniti macchine chiamate “Trade stimulator”. Come le slot, venivano azionate attraverso una leva con l’inserimento di una moneta in una fessura. A differenza di queste ultime, però, anziché denaro erogavano in caso di vincita articoli come sigari, sigarette, caramelle e gomme da masticare. Poteva capitare, nel caso si totalizzasse una riga dello stesso frutto, di vincere una confezione di cicche di quel gusto particolare.  I simboli di ciliegia e melone diffusi sulle slot vennero “copiati” dai trade stimulator. La scritta “Bar” invece, è uno dei primi loghi della “Bell-Fruit Gum Company”.

Il boom delle slot

Nei primi anni del ‘900 numerose Bell Machine furono installate all’interno di negozi di sigari, saloon, locali da bowling, case di tolleranza e negozi di barbiere. Nei periodi in cui venne vietato il gioco d’azzardo, se si utilizzavano i trade stimulator il rischio di essere perseguiti dalla legge era comunque minimo. I “trade stimulator” divennero un modo per aggirare la legge: per questo motivo le sentenze che riguardavano distributori automatici di vario genere furono particolarmente severe.

Gli Usa fanno guerra alle mentine

stato dello Iowa contro EllisA riguardo, vengono citati come esempio nei corsi di diritto americani i casi “Stato dello Iowa contro Ellis” e “Stato dello Iowa contro Striggles”, nei quali venne applicato il principio che l’ignoranza di una legge non giustifica chi la contravviene. Nella fattispecie, al centro dei contenziosi legali vi era un distributore di mentine, che i giudici avevano dichiarato come “gambling device” (dispositivo per il gioco d’azzardo). Entrambe le corti a metà degli anni Venti, in pieno Proibizionismo, bollarono come “vizio” il fatto che la macchina erogasse di tanto in tanto un certo numero di gettoni convertibili in caramelle (l’utente sapeva comunque in  anticipo quando sarebbero stati erogati i gettoni extra).

La “Comstock Law”

Già alla fine dell’800, su pressione di Antony Comstock, fondatore della New York Society for the Suppression of Vice (“per la soppressione del vizio”), il Congresso aveva approvato  una legge chiamata “Comstock Law”, per porre fine al “commercio e alla circolazione di articoli e letteratura osceni destinati a un utillizzo immorale”. Si giunse quindi a probire persino la corrispondenza personale con contenuti di natura sessuale e testi sul controllo delle nascite e di anatomia per gli studenti di medicina.

Money Honey slot machineLa prima macchina elettronica

Proseguendo con la storia  delle slot, nel 1963 il produttore Bally realizzò “Money Honey” (honey = miele), la prima slot interamente elettromeccanizzata. Il modello presentava una tramoggia (il contenitore per la raccolta delle monete) senza fondo e consentiva il pagamento automatico di 500 monete senza l’ausilio di un operatore.

Dall’inizio degli anni Sessanta la componente elettronica crebbe di importanza e la leva laterale (dalla quale appunto trae origine l’espressione “One arm bandit”) si trasformò in un mero accessorio estetico.

La scienza delle slot

Con il passare del tempo, al personale addetto a queste apparecchiature venne richiesta una conoscenza sempre maggiore degli aspetti informatici ed elettronici. Tra coloro che iniziano a svolgere questo lavoro, aveva spiegato il coordinatore tecnico del Centro Formazione Croupier Stefano Melani recentemente intervistato da Casinotop10“sicuramente possono avere una marcia in più i periti elettronici, gli ingegneri e tutti coloro che sono appassionati di elettronica o lavorano già nel campo”.

Una gallina dalle  uova d’oro

Ancora a distanza di decenni questi apparecchi si confermano una “gallina dalle uova d’oro”: nel 2005 il 70 per cento dei guadagni dei casinò americani proveniva dalle slot.

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Autore per Casinotop10.it

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