L’ascesa di Las Vegas

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Il Nevada fu uno dei primi stati a legalizzare i casinò. Infatti, dal 1931 tutti i pioneri del west  si recavano in questo stato per giocare a poker o a dadi. Ma per vedere nascere una città dedicata interamente al gioco, bisogna aspettare che arrivi un uomo chiamato Benjamin Siegel, detto Bugsy. Alla sua vita è dedicata anche una pellicola intitolata Bugsy, con Warre Beatty nei panni di colui che convinse le famiglie mafiose a investire nel gioco legale a Las Vegas. I finanziatori al principio si dimostrarono scettici, in quanto la città si trovava in pieno deserto. La scommessa sembrava troppo rischiosa. Ma Bugsy non era certo un uomo che mollava facilmente, così, nel 1946 il suo progetto si realizzò, e venne inaugurato il Flamingo. All’inaugurazione partecipò tutto il meglio di Hollywood. La costruzione era magnifica e anni dipo addirittura Hemingway ne fu colpito, paragonando l’edificio a un palazzo delle Mille e Una Notte.  Ma il fallimento era alle porte per la cifra impiegata nella costruzione del sontuoso tempio del gioco.  

Per questo la mafia si sbarazzò di Bugsy (che vuol dire “bagarozzo”) e al suo posto mise tal Greenbaum. Il tutto si svolse senza sangue, in quanto si volevo mantenere la violenza lontano dal tavolo verde, per non allontanare i clienti. L’assassinio di Siegel non passa comunque del tutto inosservato, ma contribuì alla fine ad attirare visitatori, curiosi di vedere il luogo del delitto. Greenbaum si circonda delle persone giuste, e inizia a costruire lungo la Strip (la strada che porta da Las Vegas dritto a Las Vegas) una serie di casinò: il Thurnderbird nel 1948, il Desert Inn nel 1950, e poi il Sands, Il Dunes, il Rivera, ecc. Ogni sala da gioco è dotata di un hotel a prezzi modici, per offrire un alloggio comodo e poco oneroso ai giocatori.  Anche l’intrattenimento fa il suo ingresso nel casinò: spettacoli di ogni genere contribuiscono a rendere la cittadina un Eldorado del divertimento. E infatti, sempre Greenbaum costruisce un aeroporto, inserisce le slot machine e con boom del dopoguerra Las Vegas è già macchina da soldi.

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