Indice dei Consumi: il Gioco Resiste Anche a Dicembre

16 February 2012 | Di:

indice consumi

Dicembre nero per le famiglie italiane. Che continuano a consumare solo nel gioco.

È un elenco di cifre quasi sempre precedute dal segno meno quello diramato dall’Indicatore Consumi di Confcommercio e relativo al mese di dicembre 2011.

E quella che emerge è una fotografia di un’Italia in cui ogni settore va male, o meglio, è in crisi, e gli italiani però si confermano popolo dedito alla comunicazione e al gioco d’azzardo.

Si Salvano Giochi e Comunicazione

Le uniche sfere che conoscono inversioni di tendenza positive sono i beni e i servizi per le comunicazioni (+9,4), la cui domanda continua ad essere sostenuta quasi esclusivamente dalla componente relativa ai beni per l'ICT domestico e soprattutto giochi, lotterie e scommesse. È un’Italia in cui oltre pizza, spaghetti e mandolino, stanno diventando (ormai di fatto lo sono) vere e proprie icone il telefono cellulare e il gioco d’azzardo.

E il gioco è un’eccezione anche nel campo generale del divertimento. Infatti sono in calo tutti i beni e i servizi ricreativi ( - 1,7): non è che gli italiani non si dedicano alla svago, si concentrano proprio sul gioco e sulle scommesse.

A dicembre 2011il quadro generale secondo l'ICC è rimasto tutto sommato fermo: l’oscillazione dello 0,3 per cento in positivo non deve far gridare al miglioramento  - sebbene  da Confcommercio evidenziano che i dati "appaiono meno negativi se confrontati con quelli dei mesi precedenti e vanno letti con estrema cautela" -  ma riflette un tentavo delle famiglie di tenere invariato il livello dei consumi.

La dinamica tendenziale dell'ICC di gennaio riflette un aumento dell'1,5% della domanda relativa ai servizi ed una riduzione della spesa per i beni (-0,3%). Il quadro d'insieme evidenzia un deterioramento della domanda per quasi tutte le macrofunzioni di spesa che compongono l'ICC.

Se c’è chi vince, c’è anche chi perde

Persino i Tabacchi non sono così solidi come in passato. Gli aumenti a ripetizione hanno allontanato i fumatori dal vizio facendo registrare un meno 2,4 così come alimentari e bevande. Si mangia, si beve e si fuma meno. Ma si gioca.

Chi sta peggio è la mobilità: la domanda per beni e servizi ha segnato un meno 6,6 per cento, e le calzature continuano a precipitare: meno 3,1 per cento.

Situazioni di accentuata difficoltà si sono registrate, anche a dicembre, per la domanda di beni e servizi per la casa (-3,5%).

La domanda verso la maggior parte dei settori diminuisce, ma sarà forse colpa dell’offerta? Altrimenti non si spiega il risultato ottenuto dalle  room.it e i cash game che hanno raddoppiato la raccolta rispetto al 2010, quando il conto si fermò a 4,8 miliardi di euro, mentre l’anno scorso, con le nuove entrate, la raccolta ha abbattuto il muro dei 9,4 miliardi di euro.  E la spesa è aumentata del 6,6 per cento.

Nel complesso gli italiani hanno speso 76 miliardi di euro nel gioco d’azzardo, però mangiano meno, smettono di fumare e si accontentano delle scarpe che hanno.

Curioso, visto che il mercato dell’auto e della mobilità segnano spaventosi negativi.

Articolo di: L.C.

Altre Notizie di Casinò

RSS

Ecogra Certificate