Attacchi hacker e truffe ai danni dei casinò

Attacchi hacker e truffe ai danni dei casinò

27 ott 2014 | 04:26 Editor: Invernizzi, Lorenzo

I malfunzionamenti delle slot machine possono rendere i clienti particolarmente fortunati. Alcuni sfruttano queste falle nel sistema consapevolmente, altri semplicemente quando si recano a riscuotere il denaro vengono accolti con uno “Spiacenti, c’è stato un errore”.

Se in gioco ci sono diverse migliaia di euro o di dollari, le liti finiscono spesso in un’aula di Tribunale. G.R., un operaio quarantenne residente a Pioltello (Milano), nel 2012 ha fatto causa alla Snai dopo essersi visto negare la corresponsione di una vincita di circa 500mila euro a una videolottery (l’importo esatto riportato sul biglietto ammonta a 494.094,60).

“Per la prossima udienza – spiega l’avvocato dell’uomo Roberta Busà - abbiamo chiamato a testimoniare la persona che all’epoca dei fatti svolgeva le funzioni di direttrice del punto Snai di Cernusco sul Naviglio, nel Milanese, dove si era recato il mio assistito. La signora, tuttavia, risulta irreperibile e quindi, almeno per quell’occasione, non sarà presente in aula”.

Aiuta il vincitore, perde il lavoro

SnaiL’ex direttrice si era dimostrata molto disponibile nei confronti dell’operaio di Milano, aiutandolo a compilare il modulo per la riscossione, prima che giungesse dall’alto il diniego di Snai. In epoca recente, dopo tanti anni di servizio, la dipendente ha interrotto il suo rapporto di lavoro con Snai: non è dato sapere se si tratti di una decisione sua o del suo datore.

“In una fase iniziale – prosegue Busà - il giudice ha tentato una conciliazione tra le parti, proponendo a Snai la corresponsione del 5 per cento della somma: al mio assistito sarebbe stato d’accordo, ma l’azienda si è rifiutata. Il giudice non ha concesso la nomina di un consulente tecnico di ufficio, ossia di un esperto sopra le parti, in questo caso in materia informatica. Così facendo, è stata presa in esame solo la relazione del consulente di Snai, il quale ovviamente rappresenta gli interessi di chi lo paga e che però è stato considerato come soggetto terzo, quindi imparziale”.  

Attraverso il suo legale G.R. aveva chiesto al giudice la provvisoria esecuzione del decreto ingiuntivo, in modo da imporre temporaneamente a Snai la corresponsione del mezzo milione di euro prima della fine della causa: l’istanza però, è stata rigettata.

Slot impazzite

slot impazziteIn quello stesso giorno di aprile del 2012 in cui l’operaio di Milano era stato baciato dalla dea bendata, sono state registrate in Italia numerose vincite: per questo motivo Snai ha aperto una vertenza nei confronti di Barcrest, la società che gestiva la piattaforma informatica.

Proprio in seguito a questi episodi, Snai ha ricevuto dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli una sanzione che si aggira attorno al milione e mezzo di euro.

Tutti fanno causa

Fino al 31 marzo scorso sono state intentate contro Snai 89 cause per il mancato pagamento delle vincite realizzate in quel giorno. Tra queste, vi sono 10 decreti ingiuntivi provvisoriamente esecutivi. In due casi il denaro è stato provvisoriamente assegnato, anche se nei confronti di un giocatore è stato disposto su richiesta di Snai il sequestro conservativo dei suoi beni fino al raggiungimento del valore di 650mila euro. In un caso per sospendere la provvisoria esecutività Snai ha dovuto versare su un deposito giudiziario mezzo milione di euro.

Abbiamo chiesto che venissero acquisiti gli atti della causa tra Snai e Barcrest, ma non abbiamo ancora avuto una risposta” spiega Busà. La ricevuta di G.R., secondo il suo avvocato, non lascerebbe dubbi in merito alla sua regolarità, a differenza di altri biglietti che presenterebbero anomalie.

Il trucchetto per far soldi

slot Game King 5.0Grazie a un “bug” nelle slot Game King 5.0 della International Game Technology il pianista statunitense John Kane e il suo amico Andre Nestor, entrambi ludopatici, sono riusciti a guadagnare in tre mesi decine di migliaia di dollari: un malfunzionamento del software consentiva loro di modificare retroattivamente le puntate e quindi le vincite. Se avevano mani cattive, quindi, Kane e Nestor puntavano il minimo, per poi passare a cifre più alte quando arrivavano per esempio quattro assi o una scala reale.

Il trucchetto di Kane è stato scoperto nel luglio del 2009 dal responsabile della sicurezza del casinò Silverton di Las Vegas, insospettito dal consistente ammontare delle sue vincite e dopo aver assistito a quanto avveniva grazie a una telecamera nascosta.

Arrestati per aver vinto alle slot

I due amici sono stati arrestati e accusati di hacking e frode via cavo, anche se si limitavano a premere i pulsanti in una certa sequenza: solo nel 2013 sono stati assolti. Kane aveva scoperto questo malfunzionamento giocando con un apparecchio Game King al Freemont Hotel and casino, nel centro di Las Vegas. Prima di questa intuizione (o colpo di fortuna?) il pianista di Las Vegas spendeva ogni anno per giocare con le macchinette centinaia di migliaia di dollari (mezzo milione solo nel 2006).

Il videopoker in salotto

Grazie ai punti fedeltà maturati con il “Player’s club” Kane è riuscito a regalarsi una slot e a installarsela in casa, servizio di assistenza compreso (l’apparecchio “domestico”, tuttavia, non erogava premi in denaro). Forte del successo delle versioni precedenti, la “Game king 5.0” uscì sul mercato nel 2002: fino al 2009 nessuno prima di Kane aveva scoperto gli errori di programmazione insiti nel gioco.

Giocatori truffaldini

Video pokerNon si tratta però di un episodio isolato: le cronache locali italiane anche negli ultimi tempi hanno riportato di persone che sono riuscite a “sbancare” il videopoker individuando i suoi punti deboli (molte volte, a onor  del vero, hanno usato sistemi truffaldini per mandare in tilt l’apparecchio).

Circa un mese fa a Colleferro, in provincia di Roma, un cittadino cinese è stato denunciato per truffa e frode informatica: secondo gli agenti della PolFer sarebbe riuscito a guadagnare qualche centinaio di euro attraverso un’applicazione dello Smartphone che interferisce con il sistema informatico dei videopoker. Nell’estate del 2013 due uomini e una donna anche in questo caso cinesi sono riusciti a mandare in tilt le slot di una sala giochi di Peschiera Borromeo (Milano) semplicemente schiacciando energicamente e in un preciso ordine i tasti delle macchinette: così facendo sono riusciti a incassare circa mille euro. L’ultima incursione, però, è andata a vuoto perché il proprietario ha disposto un aggiornamento del software: il giocatore, indispettito, ha quindi versato una colla sui tasti degli apparecchi. Nel gennaio del 2013 a Cornegliano d’Alba i carabinieri hanno arrestato una donna di nazionalità cinese che avrebbe “ripulito” alcuni videopoker con l’ausilio di un iPhone.

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Autore per Casinotop10.it

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