“Elogio del gioco d’azzardo”: intervista a Cesare Lanza

11 nov 2014 | 11:04 Editor: Federica Zacchi

Una voce forte, controcorrente sul gioco: è quella autorevole di Cesare Lanza, giornalista, autore televisivo, regista e scrittore, che abbiamo intervistato per parlare del libro “Elogio del gioco d’azzardo” frutto, oltre che del suo talento nella scrittura, anche della sua passione per il gambling.

In un momento così caldo per questo fenomeno, giudicato e accusato ogni giorno di essere uno dei grandi mali della nostra società, Lanza ci aiuta a posare un occhio più realistico e meno giudicante sul gioco d’azzardo che «rappresenta un serio problema soltanto se praticato con eccessi, peggio se in luoghi non legali, senza vigilanza da parte dello Stato e senza senso di responsabilità da parte degli imprenditori. Ogni proibizionismo è deleterio, e anche in questo settore lo sarebbe: impossibile da imporre, avrebbe l'unico effetto di favorire le organizzazioni malavitose. Quindi, il problema è solo quello – facile a dirsi, difficile ad attuarsi – di stabilire regole ragionevoli e leggi precise, e farle rispettare. E' difficile: ci sono ambiguità, invadenze, intrecci di potere e di denaro, tentazioni devastanti. Ma se lo Stato esiste, ha la possibilità di farsi rispettare. E allora la domanda diventa: in Italia, lo Stato esiste? Tutto questo, e altro, è affrontato nel mio libro.»

Un libro-provocazione appunto, una sorta di sfida, a partire dal titolo.

Cesare, lei non parla “solo” di difesa, bensì di “elogio” del gioco d’azzardo. Come mai questa scelta anche terminologica così forte?

«Il titolo – volutamente provocatorio –  è giustificato dal fatto che, se il gioco fosse applicato e regolato con intelligenza, ci aiuterebbe a raggiungere ciò che tutti desiderano nella vita: l'equilibrio, la capacità di saper perdere e di saper vincere. Il gioco è una metafora della vita: anche senza le carte in mano e senza frequentare i casinò, ogni giorno e di continuo, consapevolmente o no, ci assumiamo rischi lievi così come rischi estremi. E, nell'assumerli e nel fronteggiarli, avere equilibrio vuol dire possedere una risorsa importante.»

A proposito di gioco e di vita quotidiana: lei è un appassionato giocatore. Quali sono, dal suo punto di vita, i giochi che più si adattano – grazie alle regole, alle strategie e alla concentrazione che richiedono – a insegnarci ad affrontare al meglio le complicate dinamiche della quotidianità?

«Senza dubbio, il poker e lo chemin de fer. Perché si gioca tra persone e tra persone ci si misura sulla base di qualità fondamentali: riflessione, capacità di valutazione del rischio, prudenza, coraggio, scaltrezza, prontezza di riflessi. Ciò che tutti vorremmo avere non solo al tavolo verde, ma nella vita.»

Elogio del gioco dazzardoCesare, nel libro tratta il gioco d’azzardo secondo una visione a 360 gradi, sottolineandone il valore storico e letterario fin dai tempi più antichi. E’ davvero un peccato, come già abbiamo accennato all’inizio, pensare invece che oggi siamo di fronte a un problema forte di legalità, combattuto nel nostro Paese a volte in modo ambiguo. Cosa dovrebbe fare di più o di diverso l’Italia in tal senso?

«Basterebbe prendere come riferimento altri Paesi, certo non meno civili del nostro: Inghilterra, Francia, Austria. Basterebbe vigilare sulle infiltrazioni delle varie mafie, tutelare i giocatori più a rischio, imporre e divulgare con chiarezza e fermezza regole e leggi certe, disporre di un ramo di polizia specializzato nel settore... Da noi non c’è niente di tutto questo: ad esempio, si può inorridire di fronte alla faciloneria con cui sono state concesse autorizzazioni scriteriate per le slot machine nei bar o per le sale gioco improvvisate».

Serve un’inversione di tendenza, insomma. Da parte dello Stato e non solo. Per questo le chiediamo: che consigli si sente di dare a chi vorrebbe avvicinarsi al gioco d’azzardo ma è impaurito dai messaggi che arrivano da più parti della società italiana?

«Anche questo è ampiamente trattato nel libro. In sintesi i miei consigli sono: primo, stabilite un budget da investire nel gioco, in relazione stretta con le proprie disponibilità economiche; secondo, quando vincete non strafate e fermatevi, sentitevi appagati anche da una piccola vincita; terzo, evitate assolutamente di sforare il budget prestabilito per volervi rifare subito, se perdete; quarto, evitate i luoghi malfamati, dove i giochi probabilmente sono manipolati e truccati; last but not least, giocate online solo nei siti autorizzati AAMS».

Lanza chiude la nostra chiacchierata con un suggerimento anche a chi governa l’Italia, decidendone le sorti: «un'organizzazione esemplare del gioco potrebbe essere un promotore straordinario del turismo nel nostro Paese. Al contrario, lo Stato assiste inerte ai viaggi degli italiani per andare a giocare a Malta, in Grecia, in Slovenia, Croazia, Austria e ancora in Francia, Spagna e così via..È denaro italiano che finisce all'estero, mentre sarebbe semplice fare in modo di ottenere il risultato contrario, molto più positivo per la nostra Italia.»

 

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