Casinò World: le notizie di ultima settimana di Marzo

28 mar 2014 | 03:17 Editor: Morganti, Ana

A Barcellona si discute ancora del progetto Barcellona World, mentre per la gestione del Casinò di Venezia qualcosa finalmente si muove.

Il Casinò di Venezia è sempre al centro dell'attenzione mediatica in Italia: nei giorni scorsi è stato rivelato l'interessamento concreto da parte di un gruppo di investimento britannico, l'unico che finora avrebbe avuto le intenzioni di preparare un'offerta concreta. Ma vediamo tutte le notizie più importanti della settimana.

Casinò di Venezia, la scadenza del bando si avvicina

Mancano ormai poco più di due settimane alla scadenza del bando internazionale, che dovrebbe indicare il nuovo gestore (per i prossimi 30 anni almeno) del Casinò di Venezia. Per il momento di offerte non ne sono ancora arrivate, anche se tre gruppi internazionali hanno recentemente preso informazioni.

Due di questi, però, non sembrerebbero intenzionati ad andare oltre un mandato esplorativo. Si tratta dell'americana Caesars Entertainment e della francese Partouche, che nei rispettivi paesi rappresentano due veri colossi del gambling - la Caesars Entertainment, in realtà, lo è anche a livello mondiale. La Cvc Capital Partners, invece, potrebbe presto formalizzare un'offerta economica, almeno stando a quanto rivelato da Vittorio Ravà, il direttore generale del Casinò di Venezia.

Novità su Barcellona World

Barcellona World si farà oppure no? Per il momento l'idea di costruire un complesso di resort casinò in Catalogna rimane soltanto sulla carta. Tecnicamente sarebbe tutto pronto, se non fosse che il gruppo Vermonte - che dovrebbe cacciare la proverbiale moneta - vorrebbe un pesante sconto fiscale. Dove per pesante significa abbassare le tasse sul gambling dal 55% al 10% dei profitti.

Siccome in medio stat virtus, probabile che si chiude intorno al 25-30%, più o meno come proposto dal Partita Socialista Operaio. Più difficile che si accettino i consigli del partito Convergenza e Unione (CiU), che spinge per accontentare le richieste del Vermonte. Anche la proposta del Partito Popolare (15% e una parte dei proventi destinati allo sviluppo del turismo) sembra troppo morbida.

La Russia chiude i siti di gambling

Novembre 2012: la Corte Suprema russa intima agli Internet Service Provider di bloccare i siti di gambling illegali.

Un anno e mezzo dopo, visto che gli ISP hanno fatto orecchie da mercante, il Cremlino decide di andare giù pesante e fa chiudere i siti internet di numerosi siti web riconducibili a compagnie anche molto note nel settore dell'intrattenimento videoludico a pagamento.

La cosa curiosa è che per il momento sembrano essere bloccati soltanto i siti ufficiali, mentre i casinò online e le poker room sono spesso comunque raggiungibile. Dunque pochi disagi per i giocatori che hanno già un conto di gioco aperto, mentre i nuovi potrebbero incontrare delle difficoltà.

Nasce Atari Casinò

Soppiantata dai colossi Sony e Microsoft (leggasi PlayStation e Xbox), la Atari ha chiuso i battenti a dicembre 2013, per fallimento. Sconcerto tra i retrogamer, gli appassionati dei vecchi videogiochi che ci hanno accompagnato quando i paninari non erano soltanto venditori di prelibatezze, ma un vero e proprio movimento, una sottocultura giovanile.

Eppure, tre mesi dopo, ecco risorgere come l'Araba Fenice la nuova Atari. Solo che non vedremo più i giochi di una volta: spazio a slot machine, blackjack e poker online. Si chiama infatti Atari Casino la nuova compagnia, che ha deciso di lanciarsi nel mondo del gambling: riuscirà a tornare ai fasti di un tempo?

Stati Uniti, occhio al RAWA

RAWA, acronimo di Restoration of America's Wire Act. Quattro lettere che rappresentano una minaccia per il gioco d'azzardo online negli Stati Uniti d'America. Si tratta infatti di una doppia proposta di legge, presentata al Congresso (sia alla Camera che in Senato) e che ha come scopo bloccare quasi tutte le forme di gambling virtuale negli USA.

Sembra che a spingere verso questa soluzione sia stato Sheldon Adelson, magnate dei casinò terrestri che ha da tempo lanciato una crociata contro il gioco su Internet. Per motivi morali, dice lui; per motivi economici, precisano i suoi detrattori.

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Scopri di più Morganti, Ana

Site Manager e Responsabile della linea Editoriale per Casinotop10 Italia

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