Atlantic City: boom e declino della West Coast americana

06 mag 2013 | 12:20 Editor: Emanuele Muscianesi

Un viaggio alla scoperta della capitale del gioco nella costa orientale degli States. Dal boom di fine anni ’70 alla crisi dell’ultimo decennio

La notorietà di Atlantic City risale a parecchi anni prima rispetto all’arrivo del gioco d’azzardo visto che la città, entrata a far parte della legislazione del New Jersey nel 1854, divenne presto un punto di riferimento come luogo di villeggiatura per gli abitanti di Philadelphia.

Messa in difficoltà dalla diffusione dell’automobile e dal fatto che molti turisti approfittassero delle quattro ruote per andare a scoprire località più “prestigiose” nella costa opposta, Atlantic City ha quindi deciso di provare a rilanciare la propria economia puntando sul settore del gioco e lasciando che una speciale legge del 1976 la facesse diventare una sorta di “Las Vegas della West Coast”.

Il periodo d’oro di Atlantic City arriva appena poco dopo, quando gli investimenti nelle sale da gioco della città cominciano a dare frutti molto remunerativi grazie al fattore “novità” ed al fatto che molti appassionati di gioco cominciassero a preferire la nuova  Atlantic City al crimine della “vecchia” Las Vegas.

Baciata dal successo e dall’approvazione dei giocatori statunitensi, Atlantic City cominciò dunque ad attirare le attenzioni dei grandi gruppi del gioco che, con Donald Trump in prima fila, scelsero di correre verso questo angolo di Paradiso della costa Ovest degli Stati Uniti facendo nascere colossi come il Trump Plaza Hotel e Casino inaugurato nel 1984.

L’arrivo dei grandi investitori

Per quanto riguarda le sale da gioco, senza dubbio sul primo gradino del podio possiamo mettere il Trump Taj Mahal che, forte dei suoi 80 tavoli, tiene stretto il primato della più vasta offerta cittadina con perfette soluzioni per amanti di Hold’em all’Omaha Hi-Lo, Seven-Card Stud e quant’altro si possa desiderare.

Tra gli altri casino vanno senza dubbio menzionati anche il Borgata, il Tropicana, il Ballys e il Caesars.

Con l’arrivo degli anni ’90, però, il successo di Atlantic City ha cominciato a vivere un sensibile calo lasciando a Las Vegas la possibilità di riprendersi il titolo di regina del gioco degli USA – pur rimanendo comunque un un punto di riferimento importante per i giocatori dell’East Coast.

La crisi degli ultimi anni

Nell’ultimo decennio la città ha conosciuto un nuovo periodo di profonda crisi economica che ha colpito pesantemente tutta l’industria del gioco.

Dal 2006 a oggi i suoi casinò hanno fatto registrare sei anni di incassi negativi nonostante alcuni forti investimenti abbiano provato a cambiare il trend.

Puntando sulla rinascita di Atlantic City, infatti, nel 2006 la Pinnacle Entertainment ha scelto di acqusiatare l’area in cui era situato l’ex Sands Casino Hotel per una cifra intorno ai 270 milioni di dollari, con l’intento di costruire un nuovo grande casinò.

Vista la crisi economica, la Pinnacle nel 2010 ha però deciso di vendere l’area in suo possesso.

Nello stesso periodo altri casinò storici di Atlantic City sono stati rivenduti a prezzi nettamente più bassi rispetto al proprio valore.
Come se non bastasse, il 30 ottobre 2012 l’uragano Sandy ha travolto Atlantic City inondando l’80% della città e costringendo i casinò a chiudere per oltre 24 ore, provocando di conseguenza perdite per miliardi di dollari.

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